Ticino

Giovani e adulti si confrontano con la lettera pastorale di mons. Lazzeri

La sesta Lettera pastorale rappresenta la mappa di un viaggio personale e di Chiesa diocesana. Ne parliamo con due laici, una giovane e un padre di famiglia che da prospettive complementari si confrontano con alcuni passaggi dello scritto del vescovo di Lugano. Beatrice Boffini è una studentessa in dirittura d’arrivo negli studi universitari di medicina a Zurigo.«Mi ha colpito l’icona biblica del Vangelo di Marco scelta dal vescovo- dice Beatrice-, quella dove Gesù invia i discepoli a compiere un viaggio missionario, invitandoli a scegliere l’essenzialità: partire solo con il bastone, la bisaccia e i sandali. La vita è un viaggio molto veloce nel quale, per tenere il ritmo, è anche necessario, di tanto in tanto, fare delle soste. Penso ai sacramenti, alla messa, strumenti essenziali, semplici, con cui affrontare questo viaggio quotidiano, veloce ed esigente – continua Beatrice che ha iniziato a leggere la Lettera pastorale negli incontri che il vescovo propone ai giovani della diocesi. «Poi ci vogliono anche pause un po’ più lunghe: per me a Taizé, alla Giornata mondiale della Gioventù, lungo il Cammino di Santiago». Un altro aspetto della Lettera che Beatrice sottolinea, è la condivisione: «È l’elemento più importante per sostenersi nella fede», ci dice. La Lettera tra l’altro chiede di «immaginare che si possano aprire anche le porte di tante case, pronte ad accogliere e a mettersi umilmente a disposizione di rinnovati cammini di evangelizzazione», al centro dei quali possa esserci, nella «semplicità» la condivisione della Parola di Dio, la vita fraterna e la preghiera. In Ticino qualche esperienza simile esiste: i «centri o gruppi di ascolto», il «Club del Vangelo» di Azione Cattolica, i gruppi Alpha e altri.

Massimo e Alessandra Macculi sono animatori di un’esperienza di questo tipo: un «gruppo d’ascolto» nella parrocchia di Lugano-Besso. In Avvento e Quaresima, da due anni a questa parte, soprattutto in forma digitale nel periodo del Covid-19, gruppetti eterogenei di una decina di persone composti da coppie, single, anziani e adulti, si ritrovano attorno alla Parola di Dio. La guida è quella di un prete che offre lo spunto, il resto è affidato al dialogo. Esiste un canovaccio, con testi e preghiere. «I feedback sono stati positivi, non solo per il nostro gruppo ma anche per altri», spiega Massimo Macculi. «Mi pare che queste esperienze siano una forma di risposta, tra una pluralità di altre proposte esistenti o che nasceranno, all’idea espressa dal vescovo nella Lettera. Devo dire che condividere la fede in questa modalità -continua Macculi- è di aiuto a famiglie e singoli che per tante ragioni non sono assidui in parrocchia. Ho trovato stimolante la proposta a fine incontro di assumere un impegno concreto al giorno, tipo leggere una pagina di Vangelo». Per il futuro, a partire dallo spunto del vescovo, «ci sarebbe da puntare su un ventaglio di possibilità di questo tipo che potrebbero essere condivise tra parrocchie, dato che non tutte le comunità hanno le risorse per un simile cammino», conclude Macculi.

di Cristina Vonzun 

Monte Tamaro: Santa Messa, evento di chiusura della Pastorale Giovanile 2021 | © Ti-Press / Samuel Golay
6 Ottobre 2021 | 15:03
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