Svizzera

Giornata dei Migranti, i vescovi svizzeri: «Ascoltare il grido dei vulnerabili»

Vatican News / Red

Ascoltare il grido di chi è più vulnerabile di noi e chiede aiuto: è questo il monito lanciato dalla Conferenza episcopale svizzera (Ces) nel Messaggio diffuso in vista della Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato che ricorre il prossimo 27 settembre.

«Come Gesù Cristo, costretti a fuggire» è il titolo del documento della Chiesa elvetica che riprende lo stesso indicato da Papa Francesco nel suo Messaggio, firmato il 13 maggio scorso e dedicato, in particolare, al tema degli sfollati interni. Partendo dalla considerazione che il mondo attuale è un villaggio globale, dunque, la Ces sottolinea però come la pandemia da Covid-19 abbia «intaccato nella coscienza di molti la fiducia riposta in questo villaggio globalizzato. C’è qualcosa che non va». Di qui, l’esortazione a ricordare alcuni imperativi citati dal Pontefice, il primo dei quali è «conoscere per comprendere»: «Conoscere i numeri dei migranti non basta – scrivono infatti i vescovi svizzeri – Piuttosto, interessiamoci alla storia dei rifugiati».

Al termine della Giornata il ricavato della colletta, obbligatoria in tutta la Svizzera, sarà devoluto per sostenere progetti sociali in Libano ed Etiopia, ma anche missioni di altre lingue e progetti per migranti in Svizzera.

A questo link è possibile consultare i documenti e il modulo d’ordinazione relativo alla Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato.

27 Luglio 2020 | 11:00
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