Chiesa

Gerusalemme, il Papa riceve Abdullah II: promuovere pace e stabilità

La «promozione della pace e della stabilità nel Medio Oriente, con particolare riferimento alla questione di Gerusalemme» è stata al centro dei colloqui tra il Papa e il re della Giordania Abdullah II, che si è recato in Vaticano questa mattina, sullo sfondo della decisione del presidente statunitense Donald Trump di spostare l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, già criticata dal Papa , regalando al Pontefice una stampa di Gerusalemme.

 

Il re hashemita gode dal 1979 del titolo di «guardiano e custode dei luoghi santi cristiani e musulmani a Gerusalemme». Abdullah II era accompagnato dal principe Ghazi Bin Muhammad Bin Talal, responsabile per la Corona del dialogo interreligioso, e dal ministro degli Esteri giordano, non dalla moglie, la principessa palestinese Rania. A conclusione dell’udienza con il Papa il re giordano ha regalato al Papa una stampa che raffigura insieme le foto del Santo Sepolcro e della moschea «Cupola della roccia», luoghi sacri cristiano e musulmano di Gerualemme.

L’udienza a porte chiuse tra il Papa e Abdullah II, alla presenza del principe Ghazi, è durata una ventina di minuti. Il sovrano giordano ha incontrato poi il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, accompagnato dal ministro degli Esteri vaticano monsignor Paul Gallagher. «Nel corso dei cordiali colloqui – ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede – ci si è soffermati soprattutto sul tema della promozione della pace e della stabilità nel Medio Oriente, con particolare riferimento alla questione di Gerusalemme e al ruolo di Custode dei Luoghi Santi del Sovrano hashemita. In tale contesto, si è rinnovato l’impegno per favorire i negoziati tra le Parti interessate, come pure per promuovere il dialogo interreligioso. Infine – conclude la nota – si è rilevata l’importanza di favorire la permanenza dei cristiani in Medio Oriente e il positivo contributo che essi apportano alle società della Regione, di cui sono parte integrante».

 

In una nota della casa reale giordana si ricorda che in merito alla decisione statunitense «e alla provocazione che essa rappresenta per i musulmani e i cristiani nella regione e oltre essa», Abdullah II «ha fatto appello affinché venga preservato lo status quo storico di Gerusalemme» ed ha assicurato che «la Giordania continuerà a svolgere il proprio ruolo storico e religioso di tutore dei luoghi sacri islamici e cristiani a Gerusalemme» preservando così «l’identità araba, musulmana a cristiana» della Città santa. Il sovrano hashemita, inoltre, «ha affermato l’importanza di intensificare gli sforzi per salvaguardare i diritti dei palestinesi, dei musulmani e dei cristiani di Gerusalemme, chiave per la pace e la stabilità regionale». L a decisione di Trump, invece, «viola la legge internazionale e significative risoluzioni Onu» ed ha sottolineato che lo status di Gerusalemme «va definito nel quadro di una soluzione comprensiva che porti alla creazione di uno Stato indipendente palestinese, con Gerusalemme est quale sua capitale, accanto ad Israele».

 

Il re giordano aveva già incontrato il Papa per l’avvio del pontificato e, a maggio del 2014, quando Jorge Mario Bergoglio aveva visitato la Giordania.

 

Sempre in merito a Gerusalemme, nei giorni scorsi Abdullah II ha incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) il 7 dicembre, il re saudita Salman bin Abdulaziz, «custode delle due sante moschee». Il 12 dicembre, ha poi partecipato, ad un vertice straordinario dell’organizzazione della cooperazione islamica ospitata dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan a Istanbul, e domenica scorsa, presso il sito del battesimo di Gesù, ha incontrato i capi delle Chiese e comunità cristiane presenti in Terra Santa.

 

L’agenzia stampa giordana Petra ha scritto che dopo l’udienza dal Papa Abdullah II «si recherà a Parigi per tenere colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron sugli sviluppi in Medio Oriente e gli ultimi sviluppi a Gerusalemme».

Iacopo Scaramuzzi – VaticanInsider

20 Dicembre 2017 | 12:00
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