Ticino

Fra Martino Dotta: «Oggi in Ticino c'è bisogno di Casa Martini!»

«Percepisco da un lato un bisogno di incontro da parte delle persone, soprattutto di chi vive situazioni di disagio o magari isolamento e solitudine. E dall’altro lato percepisco anche un aumento della fragilità dei rapporti sociali. Partendo dai nuclei familiari, fino al mondo del lavoro. Manca una rete sociale! Quindi poter offrire degli spazi di incontro, di socializzazione, anche al limite come luoghi di incoraggiamento e di sostegno non è solo utile ma anche necessario per la nostra società». Con queste parole fra Martino Dotta apre la conversazione sulla prossima apertura, il 3 febbraio, di Casa Martini a Locarno. «E’ un centro di prima accoglienza che nasce da una segnalazione dei servizi sociali comunali di Locarno alla «Società di mutuo soccorso maschile», che è proprietaria dello stabile. Nella ricerca di un partner, quattro anni fa, è venuta a bussare alla mia porta e della Fondazione Francesco». E’ una realtà, quella Ticinese, e nello specifico quella locarnese, che preoccupa fra Martino: «I risultati statistici, proprio di qualche giorno fa, dell’Ufficio federale sulla povertà, non corrispondono al mio vissuto: dall’inizio di quest’anno, non c’è giorno che non riceva almeno una o due nuove richieste di aiuto di sostegno finanziario o di informazione sui servizi da attivare per ottenere questi aiuti. Siamo all’inizio dell’anno per cui ci sono le varie assicurazioni da pagare e le persone che vivono con il minimo fanno fatica. Ma mi preoccupa avere iniziato l’anno con un aumento significativo di richieste di aiuto». Un progetto voluto dal basso Da questa sensibiltà che contraddistingue tutte le opere e i progetti della Fondazione Francesco, parte tra pochi giorni un progetto nato dal basso, dalla richiesta del territorio che oltre ad offrire servizi ai più bisognosi offre anche una importante occasione di occupazione: «Coinvolgeremo sia del personale qualificato, che abbiamo assunto dal primo di gennaio di quest’anno, ovvero 6 operatori che lavoreranno a turni e quindi garantiranno una presenza costante durante il giorno e sia, come passo successivo, inseriremo anche dei vegliatori notturni. A partire da lunedì 3 febbraio sarà aperta solo la parte diurna, perché ci sono ancora diverse difficoltà per gli spazi notturni. C’è la possibilità di fare la colazione, il pranzo e poi la cena ma si potrà anche fare la doccia, il bucato e ricevere dei vestiti puliti. L’utenza prevista è di 70/80 persone per i servizi diurni e circa 20 per i pernottamenti. In cucina abbiamo inserito dei cuochi professionisti che si alterneranno per garantire la preparazione dei pasti. In una fase successiva verranno coadiuvati da persone che svolgeranno dei programmi di inserimento lavorativo e nel medesimo tempo inseriremo pure dei volontari per servizi specifici». Prosegue fra Martino: «Anche agli ospiti chiederemo un contributo per i servizi offerti: sia un contributo finanziario, sia per chi non dovesse avere denaro, una mansione concreta: per esempio sistemare gli spazi o aiutare nella pulizia. L’intenzione è di coinvolgere gli ospiti in maniera attiva all’interno della struttura.»

Un investimento importante

L’impegno finanziario è di quelli importanti, la Società di mutuo soccorso si è occupata della ristrutturazione e la Fondazione Francesco degli arredi, la cucina, le attrezzature e il personale: «Organizzeremo delle attività promozionali: c’è già stato un concerto di beneficenza organizzato in novembre da due cori. È, diciamo, un po’ la nostra prassi anche per quanto riguarda il centro Bethlem a Lugano, organizzare degli eventi promozionali di raccolta fondi. Ma poi facciamo anche capo a donazioni ».

L’interesse dei residenti

Casa Martini, a Locarno, nasce nel contesto di un territorio curioso, attento e sensibile. «La struttura si trova sulla strada principale, in via Vallemaggia 26, sulla strada che porta alla chiesa di Sant’Antonio, quindi in un quartiere residenziale. Un aspetto che considero significativo è che in realtà non c’è stata nessuna opposizione al progetto da parte del vicinato. C’è stato interesse e questo grazie anche al lavoro un po’ dietro le quinte da parte della Società di mutuo soccorso di Locarno che ha sempre informato anche tramite il proprio profilo facebook sugli sviluppi del progetto ».

Un consenso per bisogni concreti

«Dal mio punto di vista – sostiene fra Martino – è estremamente positivo come è nato e si è sviluppato questo progetto perché da un lato cerchiamo di rispondere a dei bisogni concreti offrendo spazi fruibili da chiunque, ma dall’altra parte perché c’è stato tutto questo lavoro di costruzione del consenso».

Francesco Muratori

2 Febbraio 2020 | 16:51
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