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Fatima: Il patriarca Bechara Rai consacra il Libano e il Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria

23.06.2017, 17:45 / Bianca De Viso

Si dice spesso che nella “piccola storia” si trova il senso della grande, o almeno dei legami segreti che uniscono degli eventi apparentemente scollegati l’uno dall’altro. Questa regola vale ancora una volta nel caso delle apparizioni della Vergine Maria a Fatima (13 maggio – 13 ottobre 1917), la cui autenticità è confermata dalla Chiesa cattolica e al cui centenario è stata data molta importanza.

Papa Francesco, che ha costruito tutto il suo pontificato sotto questo segno, ha consacrato il mondo al Cuore Immacolato di Maria il 13 ottobre 2013, proprio davanti alla statua del santuario di Fatima (Portogallo), trasportata a Roma per l’occasione.

Molti leader e vescovi della Chiesa compiranno questo gesto al suo seguito e domenica prossima, 25 giugno, sarà il turno del Libano e del Medio oriente. La “Giornata del Libano a Fatima” è prevista dal pomeriggio di sabato 24 fino a domenica 25 giugno nel grande santuario portoghese, per la quale sabato il patriarca Rai guiderà il rosario e la processione delle candele, e domenica celebrerà la messa di consacrazione. Il pellegrinaggio è organizzato dalla Commissione patriarcale per la consacrazione del Libano e del Medio oriente e dal santuario di Harissa. Molti altri patriarchi e vescovi vi parteciperanno.

Fra il 13 maggio 1917 e il 13 ottobre 1917, nel piccolo villaggio di Fatima, in Portogallo, il 13 di ogni mese, sei apparizioni consecutive furono concesse dalla Vergine ai tre bambini, Lucia, Giacinto e Francesco, che stavano facendo pascolare il loro piccolo gregge in un prato nelle vicinanze. Attraverso loro, la Vergine rivolse al mondo un messaggio di avvertimento di cui, all’epoca, non si tenne conto. Questo rifiuto ci è costato (in modo molto schematico) la Rivoluzione russa (1917), la Seconda guerra mondiale (1939-1945) e l’attentato a Giovanni Paolo II (13 maggio 1981). La storia delle apparizioni è di dominio pubblico e, per questa ragione, è impossibile citare le molte speculazioni, positive e negative, che la circondano.

Ricordiamo solo che per risparmiare al mondo gli errori del comunismo (la rivoluzione bolscevica dell’ottobre 1917), la Vergine aveva chiesto al papa, il 13 maggio dello stesso anno (cinque mesi prima), la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato, in unione con tutti i vescovi cattolici del mondo. Per imbarazzanti ragioni di convenienza sul piano diplomatico, all’epoca questo atto di consacrazione non fu compiuto in modo pubblico. Tuttavia, sensibile alla richiesta, Pio XII lo mise in atto – in modo imperfetto – nel 1942, in piena guerra mondiale. I papi Giovanni XXIII e Paolo VI si rifiutarono. Sarà Giovanni Paolo II che alla fine soddisferà, con più di 30 anni di ritardo, la domanda.

Divenuta religiosa, suor Lucia, la sola dei tre bambini a essere rimasta in vita e alla quale Nostra Signora aveva continuato ad apparire occasionalmente dopo il 1917, aveva affermato che delle quattro consacrazioni effettuate (una da Pio XII e tre da Giovanni Paolo II), solo l’ultima aveva risposto alle esigenze del Cielo, quella del 25 marzo 1984.

L’implosione dell’Unione Sovietica, nel 1989, senza un solo atto di violenza, fu come una conferma alle parole enigmatiche pronunciate nel 1917, in piena rivoluzione bolscevica, senza che nessuno sospettasse gli sconvolgimenti storici che sarebbero seguiti.

L’ultima apparizione della Vergine a Fatima ebbe luogo il 13 ottobre 1917. Quel giorno, alla richiesta dei bambini e della gerarchia religiosa da cui l’avevano ricevuta, la Vergine aveva promesso di dar loro “un segno” che autenticasse il suo messaggio e la sua persona. In presenza di una folla di diverse decine di migliaia di persone che si erano raccolte sul luogo dell’apparizione, ella mantenne la sua promessa e il sole “danzò” vorticando su sé stesso, si staccò dal cielo e andò incontro alla terra sotto lo sguardo sconvolto della folla, che credette per un momento all’imminente fine del mondo. Poi il sole riprese la sua posizione normale e il prodigio terminò.

A coloro che, contro ogni evidenza, credettero ad un’allucinazione collettiva, la Vergine accordò un ulteriore segno. I loro vestiti e la terra bagnati dalla pioggia persistente di quel giorno ritornarono per miracolo asciutti dopo il prodigio. Numerosi giornali riportarono la notizia.

Dov’è quindi il filo segreto? Il 13 ottobre 1884, cioè 33 anni prima del grande segno accordato a Fatima (l’età di Cristo al momento della sua morte in croce, nella tradizione cattolica), Papa Leone XIII, uno dei grandi pontefici della Chiesa cattolica, dopo una messa celebrata in Vaticano, entrò in estasi per una decina di minuti, profondamente immerso in una spaventosa visione, quella di un dialogo sul destino della terra tra Gesù e Satana, l’avversario che aveva affrontato nel deserto, come riportato dai Vangeli. In questa visione, al papa fu dato di veder uscire da un abisso senza fondo una miriade di spiriti impuri determinati a distruggere la Chiesa. Leone XIII si pose subito alla sua scrivania e compose una preghiera che ordinò fosse recitata alla fine di ciascuna messa, e che lo fu per molto tempo. In essa affidava a San Michele arcangelo la missione di difendere la Chiesa.

La lotta in cui si è impegnata la Chiesa è una battaglia spirituale secolare, che passa per gli eventi che attraversano le nazioni, per le circostanze che viviamo, a livello individuale. Per un cristiano, la storia va da qualche parte; il tempo non è ciclico. L’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria non è un atto “magico”, inteso come una sorta di contratto tra “spiriti” con obbligo di risultato. È un modo per esprimere la nostra assoluta fedeltà a Colui il cui amore e sangue ci hanno portato “dalle tenebre alla Sua ammirabile luce”, e ci rimettiamo a Colei attraverso cui egli “si è fatto carne” e a cui ha conferito, per Suo piacimento, l’autorità di essere “Regina del cielo e della terra.”

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