Papa e Vaticano

Ecco le nuove Guardie Svizzere/catt.ch/gdp

«Un saluto speciale va alle nuove Guardie Svizzere, ai loro familiari e amici, nel giorno della festa di questo storico e benemerito Corpo. Un applauso a loro!».

Lo ha detto Papa Francesco al termine del Regina Coeli, rivolto alle oltre 30 reclute delle Guardie Svizzere hanno prestato questo pomeriggio giuramento.

E’ stata una cerimonia suggestiva per l’ambiente in cui si è svolta, il Cortile di San Damaso, con personalità del Vaticano a presiederla come l’assessore della Segreteria di Stato mons. Paolo Borgia con a fianco il prefetto della Casa Pontificia mons. Georg Gaenswein, e per la folta corona di centinaia di persone, cardinali, rappresentanti politici e militari della Confederazione, parenti, amici delle reclute presenti.

Le autorità elvetiche sono state rappresentate dal presidente del Consiglio Nazionale, Dominique de Buman, da numerosi parlamentari federali e cantonali e dall’ambasciatore presso la Santa Sede, Pierre-Yves Fux. A rappresentare la Chiesa elvetica, mons. Charles Morerod, presidente della Conferenza episcopale.

La Guardia si è schierata in uniforme di gran gala, dal comandante all’ultimo alabardiere, al suono solenne della banda. E’ stato il cappellano della Guardia, don Thomas Widmer, a leggere per intero il testo del giuramento: «Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice Francesco e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Capitano Comandante e agli altri miei Superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Lo giuro. Che Iddio e i nostri Santi Patroni mi assistano».

7 Maggio 2018 | 08:00
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