Ticino

Diocesi di Lugano, l’omelia del vescovo Lazzeri per la IV domenica del tempo di Pasqua

«Non ci si può sbagliare quando il Signore chiama: la vita diventa più densa, non abbiamo più bisogno di steccati di nessun tipo, la gioia dell’altro diventa la nostra». Il vescovo di Lugano, monsignor Valerio Lazzeri, ha riflettuto nell’omelia della quarta domenica del tempo di Pasqua sulla chiamata vocazionale di Gesù.

Partendo dalla lettura evangelica, il Vescovo si è soffermato sul commento della figura del Buon Pastore, colui che «non si accontenta di mobilitare una massa anonima o di manipolare emotivamente le persone, ma le conduce fuori, con lucidità e intelligenza, chiamando le pecore in maniera personale, ciascuna per nome», rendendo «la vita umana una vocazione unica a cui rispondere, non superficialmente seguendo gli istinti primari, ma dal profondo del cuore, liberamente e per amore».

Monsignor Lazzeri ha quindi ricordato che «abbiamo perciò qualcosa di meglio da fare, in questo tempo così delicato per tutti, che seguire soltanto i nostri umori oscillanti, le nostre insofferenze o i nostri interessi individuali o di parte. Possiamo fare riferimento in noi a un’esigenza più vitale ed essenziale, a un senso di dignità e di responsabilità, che non esiste in astratto, ma si manifesta ogni volta che siamo chiamati nella maniera giusta e da Chi ci conosce intimamente e più di quanto noi conosciamo noi stessi».

Di seguito il testo completo dell’omelia:

Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri (kath.ch)
4 Maggio 2020 | 18:53
buon pastore (1), lazzeri (26), Omelia (45), vescovo (80)
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