La cerimonia di apertura del Festival della dottrina sociale del 2020. Da sinistra: il prof. Krienke. il sindaco Borradori, mons. Lazzeri.
Ticino

Dalla politica all’economia per parlare di ambiente e futuro

«Audaci nella speranza – creativi con coraggio» questo è il tema del Festival della dottrina sociale che si svolge a Lugano dal 22 al 25 novembre 2021, piattaforma nella Svizzera italiana di un’iniziativa molto più ampia, quasi in contemporanea, nella vicina Italia.

Il ricco programma di incontri ed eventi in Ticino che si potranno seguire online grazie alle riprese di Caritas Ticino o in presenza, presso la «sala eventi dell’OCST» di Lugano (apertura il 22 però al Pala Congressi) propone quest’anno una riflessione a partire dall’urgenza ambientale colta da prospettive diverse: politica, etica, economica, letteraria. Si dà voce a esperti, laici, giovani, donne, atleti paralimpici, al mondo della solidarietà e della cooperazione internazionale, docenti di economia e teologia e missionari che si interrogano da diversi profili. Ci sarà anche il coinvolgimento di alcune scuole.

Durante l’evento italiano e svizzero interverrà il 25 novembre con un videomessaggio papa Francesco. Ne parliamo con Alessandro Simoneschi, coordinatore dalla Rete «Laudato si’dellaSvizzera italiana» composta da sedici organizzazioni di ispirazione cristiana o che condividono valori etici comuni, promotrice degli eventi in programma a Lugano e con il professor Markus Krienke della FTL, coordinatore dell’evento.

Alessandro Simoneschi, si inizia lunedì 22 novembre con un dialogo sull’esperienza politica del Green Deel per i Grigioni. Perché questa scelta?

Nella storia della Confederazione i Cantoni sono sempre stati dei laboratori di nuove politiche e nuovi approcci – in tanti casi – ripresi poi dalla Confederazione. Il nostro sistema federalista che si basa anche sul concetto di sussidiarietà premia – in ottica istituzionale – quello che viene dal basso, dai Cantoni. Se pensiamo al tema «audaci nella speranza – creativi con coraggio» i Grigioni sicuramente hanno avuto il pregio di realizzare un messaggio sulla questione della transizione ecologica ed energetica proposto dal Parlamento e poi accettato sulla base di una mozione, in tempi abbastanza ristretti, producendo un risultato politico che ha una conseguente portata economica, amministrativa e sociale. Quindi – senza enfatizzare – hanno avuto la capacità di chinarsi sulla questione in maniera sistemica, non con singole e specifiche misure, ma con una visione che ha un obiettivo chiaro a medio termine (2030), formalizzato in una politica e in misure concrete. Questo approccio è interessante sia dal punto di vista del contenuto, sia dal punto di vista del metodo: il risultato è stato accettato ampiamente dal Parlamento, con un metodo che ha permesso di coinvolgere i diversi dipartimenti, creando sinergie all’interno del Governo, per proporre delle politiche ampiamente condivise.

Un altro tavolo, il 24 novembre, affronta – a partire dai giovani – la questione ambientale. Si tratta forse di un’occasione di dialogo anche intergenerazionale?

Vogliamo ascoltare i giovani consapevoli che come negli altri strati sociali, anche in questo non c’è una «graniticità» di posizioni: le voci sono diverse ed insieme concorrono a far capire alle altre generazioni qual è questo loro anelito e quali sono le loro necessità. Sarà un momento privilegiato per ascoltare i loro desideri e guardare con loro al futuro, nella consapevolezza che possiamo agire insieme. Affrontare la tematica anche in modo intergenerazionale è importante perché gli obiettivi si possono raggiungere solo insieme. C’è quindi bisogno di cooperazione tra le generazioni.

Si parlerà anche del tema «Donne – futuro e speranza», con quali accenti?

L’accento qui è sulla varietà e sulla libertà di espressione nel rispetto di posizioni e sensibilità diverse. Sappiamo che il tema della condizione femminile e delle pari opportunità non è veramente esaurito: non lo è nella società e nemmeno nella Chiesa. Sono temi che creano sempre ulteriori nuove frontiere rispetto a quelle raggiunte dalle pioniere degli anni ’60-’70, o ai traguardi conseguiti dalle donne degli anni successivi che hanno saputo coniugare le tematiche del lavoro e della famiglia con le politiche da attuare. Ma questo tema va sempre oltre, ci sono sempre nuovi traguardi, senza dimenticare che oggi tante giovani non hanno presente il percorso fatto. Lo sguardo al futuro che proponiamo, desideriamo che sia orientato ad una speranza consapevole che c’è ancora un tratto di strada da percorrere: se questa frontiera è mobile, è quindi necessario porre in essere misure nuove, diverse, complementari, rispetto a quelle delle passate generazioni.

Il progamma: un tema in quattro giornate di eventi

L’edizione 2021 del Festival della dottrina sociale della Svizzera italiana in programma dal 22 al 25 novembre 2021 vuole fornire l’occasione di una riflessione trasversale a partire dal tema generale «Audaci nella speranza – creativi con coraggio» tradotto con il sotto tema «Verso una società carbon free: quale speranza e quale responsabilità per la Svizzera». La Rete Laudato si’, che organizza l’evento punta con questa proposta alla dimensione ambientale e al tempo dell’uscita dalla pandemia nelle attese e nelle speranze della Svizzera italiana, organizzando una serie di tavole rotonde e dibattiti con esperti. Guardiamo all’evento con il prof. Markus Krienke della Facoltà di teologia di Lugano, coordinatore della settimana in Ticino.

Markus Krienke, qual è lo scopo della promozione del Festival a Lugano?

Il senso del Festival è guardare in avanti, raccogliere proposte, elaborarle insieme, con tutti coloro che vogliono impegnarsi per la società, per il Ticino, per un territorio migliore. La Rete Laudato si’, che ha già promosso lo scorso anno il Festival e anche quello di quest’anno, si è proposta come obiettivo di ragionare con altri attori sulla possibilità di conciliare etica e ambiente per aprire le nuove generazioni ma anche tutti quanti, ad una prospettiva di speranza e di futuro.

Quali sono, in generale, le articolazioni del programma?

La proposta è articolata in varie serate. Avremo dibattiti con politici, con imprenditori, con sindacati, con i lavoratori. Saranno interpellati giovani e donne. Avremo anche una serata di testimonianza con atleti paralimpici che condivideranno una dimensione molto personale della speranza e della motivazione e ci sarà anche un appuntamento dedicato ad un personaggio che viene dal passato ma che è presente nella cultura di oggi: Dante Alighieri. Il messaggio di Dante – dal Medio Evo al futuro – può essere di ispirazione per il Terzo millennio. Il programma è molto variegato e cerca di delineare una socialità positiva che aiuti a guardare al futuro. Vedi programma completo

Cristina Vonzun

Guarda il dossier di catt.ch sul Festival della Dottrina sociale 2021 che si terra a Lugano dal 22 al 25 novembre

La cerimonia di apertura del Festival della dottrina sociale del 2020. Da sinistra: il prof. Krienke. il sindaco Borradori, mons. Lazzeri.
18 Novembre 2021 | 08:48
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