Dal monastero di Santa Caterina a Locarno incontro con Suor Sandra Künzli : interpellati dal valore del tempo

Alla fine dell’anno si è soliti fare dei bilanci in economia. Potremmo farlo anche sul piano spirituale, anche se, «davanti a Dio, risulteremmo spesso mancanti». Ne è convinta suor Sandra Kuenzli, che ci accoglie in un sabato pomeriggio insolitamente soleggiato, dopo giorni di pioggia, in quello che da 32 anni – lasciata Rancate – è diventata la sua casa: il monastero agostiniano di Santa Caterina, nel bel mezzo di Locarno, a due passi dal lago e dalla Piazza Grande. Un luogo ricco di fascino, una presenza silenziosa eppure radicata nel territorio: numerosi i ticinesi che si recano in visita a suor Sandra per le festività, anche quest’anno. Assieme a lei suor Giacinta, suor Giovanna e suor Giuseppina, che quest’anno festeggia ben 101 anni.
Un canto antichissimo Anche loro, il 31 dicembre si riuniranno nella chiesa del monastero – come in tutte le chiese cattoliche del mondo – per ringraziare Dio con un inno di immemorabili origini, il «Te Deum». La Chiesa, con questo canto antichissimo, ci offre le parole per dimostrare la nostra gratitudine verso Dio per l’anno appena trascorso: «Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora». In realtà, nelle comunità religiose monastiche si è soliti recitarlo anche durante le preghiere quotidiane – la liturgia delle ore – ma più comunemente per i fedeli è il canto che conclude l’anno.


Esperienza di misericordia

Suor Sandra vi vede un significato preciso: «Il peccato fa parte della no stra natura, ma se ci sforziamo ogni giorno di superarlo, non possiamo che incontrarci con la infinita misericordia di Dio che è sempre più grande delle nostre cadute. È da questa esperienza di misericordia che nasce il profondo desiderio di ringraziare Dio. E il pensiero di suor Sandra va a Sant’Agostino che nelle sue Confessioni scrive: «Tu solo sei il riposo: ed ecco tu sei qui, tu liberi dai miserabili errori. Tu rimetti sulla via. Tu consoli dicendo: «Correte, io guido, io conduco alla meta»». «Se Dio è al nostro fianco e noi camminiamo con lui – commenta suor Sandra – allora non dobbiamo temere nulla».

Suor Sandra Künzli

Tempi difficili?

«Spesso – continua suor Sandra – diciamo che viviamo in tempi difficili ma anche qui ci viene in aiuto il santo di Ippona che in un suo discorso affermava: «Tempi cattivi, tempi difficili, questo dicono gli uomini. Viviamo bene e i tempi sono buoni. Noi siamo i tempi; quali siamo noi, tali sono i tempi»».

La solennità del tempo

Ma il desiderio dell’uomo da sempre è uno e non riguarda solo l’andamen to della società, ma il proprio vivere quotidiano: capire come vivere bene il tempo che scorre. Non c’è una risposta univoca per questo dilemma, ma suor Sandra ci consiglia di guardare le cose attraverso gli occhi di un’altra Santa a lei molto cara: «Santa Faustina Kowalska (1905-1938), suora polacca, definiva il tempo «grande e solenne» perché ci si avvicina ogni giorno di più al Signore e all’eternità». Questa idea, suor Sandra, ha imparato a farla propria soprattutto nella vita in monastero: «Anche se a volte le giornate possono sembrare grigie e ripetitive, dobbiamo saper «inietta re» fede, speranza e carità per dare valore e spessore al tempo che passa».

Per l’anno nuovo ci si scambia gli auguri. Cosa si augura personalmente per la sua comunità, per se stessa ma anche per la Chiesa nel mondo, suor Sandra?

«Alla mia comunità e a tutti gli uomini auguro, in questo nuovo anno, di viverlo intensamente, prendendo la bella abitudine di rispecchiarsi quotidianamente nella Sacra Scrittura affinché illumini le nostre giornate, sia lampada ai nostri passi e guidi il nostro cammino. Si potrebbe suggerire per tutti il programma di vita che l’apostolo San Paolo riassume con queste brevi ma intense parole nella lettera ai Tessalonicesi: «Siate sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie»».


Un Dio vicino

«Come Chiesa e anche come singoli penso dovremmo ringraziare innanzitutto perché abbiamo un Dio vicino, che si è fatto carne per salvarci; un Dio umile, non potente, un Dio povero che ci sorride e ci ama». «Sono tanti i benefici che riceviamo da Dio ogni giorno: la vita, l’essere battezzati, l’essere suoi figli amati, poter vivere i sacramenti che ci uniscono più profondamente a lui. Il Signore, con la sua mano divina, guida la storia del mondo ma anche la nostra singola storia, e di questo dobbiamo essergli riconoscenti, fidandoci di lui. Non saremo mai delusi!».

Il link agli appuntamenti di preghiera a fine anno nei monasteri ticinesi

Su catt.ch Suor Sandra Künzli ha un blog.

Laura Quadri

31 Dicembre 2019 | 06:00
capodanno (11), locarno (26), ticino (592)
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