Ticino

Dal colle la Santa dei Miracoli continua a vigilare sulla sua gente. Una rappresentazione storica per ricordare

Era un venerdì il 29 luglio del 1594 quando Caterina e Angela, due ragazze malate provenienti con le loro mamme da Milano, salirono sul colle di Morbio Inferiore e, fra le preghiere, ritrovarono il sorriso quando apparve loro la Madonna e le guarì. Sono trascorsi 425 anni da quel miracolo. A Caterina la Madonna disse che avvisasse che si facesse refare quel luogo e su gli si dicesse messa. Ed ecco allora che all’inizio del 1600 venne costruito il santuario di Santa Maria dei Miracoli.

«Sono molto legato a questo luogo che ho frequentato fin da piccolo e che, tra l’altro, è all’origine della mia vocazione», ci racconta don Simone Bernasconi, rettore del santuario che ha lanciato l’idea di sottolineare la ricorrenza con vari appuntamenti lungo il corso dell’anno. Molto è cambiato nel tempo, ma per la realtà di Santa Maria dei Miracoli don Simone è fiducioso. «Attira ancora molti pellegrini, anche dalla vicina Italia, e rimane un luogo che favorisce la guarigione spirituale e trasforma i cuori», evidenzia. Anche la partecipazione agli eventi proposti è sempre molto viva. «Mi piace sempre sottolineare un aspetto importante: Maria ci porta a Cristo».

Molto legata al santuario è anche Maria Pauletig, che con la Madonna ha stretto una relazione particolare. «Quanto avevo 16 anni mi hanno chiesto se volevo assumermi il compito di cambiare la corona della Vergine sull’affresco che la rappresenta ed è ciò che ho fatto fino allo scorso anno per la festa di Santa Maria dei Miracoli», ci racconta. In queste occasioni, ma non solo, Maria si intrattiene con la Madonna, con la quale si confida, soprattutto nei momenti della malattia, sua e dei suoi famigliari, e nella quale ripone la sua fiducia. Santa Maria dei Miracoli è un punto di riferimento anche per Jonnes Falardi, che in essa trova la forza per affrontare i momenti di difficoltà. Come Maria, ha frequentato il santuario fin da piccola, insieme ai genitori, e ha sempre vissuto con devozione ed intensità la Novena che precede la festa di Santa Maria dei Miracoli del 29 luglio. Un attaccamento che ha trasmesso anche ai figli. Oggi i giovani si sono un po’ allontanati dal santuario. Confida nella Madonna, affinché un giorno possano ritrovare la strada verso Santa Maria dei Miracoli. Ed è proprio un gruppo di giovani che in questi giorni rivisita gli avvenimenti del 1584 e degli anni che seguirono mettendo in scena un copione scritto da Gianni Ballabio. Attinge dai documenti del tempo sapientemente trascritti e pubblicati nel 1980 da monsignor Luigi Mazzetti. «Le varie scene intendono trasmettere un messaggio di fiducia e di speranza, unito a un sentimento di gratitudine verso la gente, che, con coraggio, entusiasmo e altrettanta generosità, costruì il santuario», sottolinea Gianni Ballabio.

Un programma di eventi per rivivere e pregare

In attesa della grande festa del 29 luglio, preceduta dalla Novena, sono in programma alcuni eventi. Questa sera alle 20.30 presso l’oratorio è prevista l’ultima rappresentazione storico-religiosa delle 18 scene relative alle vicende del santuario. Per bambini e ragazzi è previsto un nuovo appuntamento «Missione 425» mercoledì 29 maggio con la visione di un filmato sulla storia del miracolo, un momento di preghiera e animazione. Diverse, inoltre, le funzioni che si terranno al Santuario. Info su: parrocchia-morbioinf.ch.Qui di seguito le foto delle prime due repliche:

Katia Guerra

La pièce è stata ideata da Gianni Ballabio.
18 Maggio 2019 | 12:06
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