Ticino

Dai Padre del deserto un aiuto per l'oggi

Devo confessare che è la prima volta che leggo in modo continuato gli apoftegmi, (i «detti» colmi di sapienza evangelica e arguzia umana) dei Padri del deserto. Chi sono mai questi uomini? Sono quei monaci, eremiti e anacoreti che nel IV secolo, dopo la pace costantiniana, abbandonarono le città per vivere in solitudine nei deserti d’Egitto, di Palestina, di Siria, sull’esempio di Gesù. Li sto affrontando nella bella edizione commentata dalle monache del Monastero di Rosano (Fiesole) che è il Monastero che ha rigenerato quello di Claro. Leggere l’avventura interiore e l’esperienza umana degli «Spirituali del deserto» è una vera ricreazione dello spirito. Però bisogna sorseggiarli come le «gocce imperiali», poche per volta e aspettare che facciano il loro benefico effetto. «Il monaco, come fedele vedetta, affronta giorno e notte, il travaglio della preghiera continua, il cordoglio del peccato che trafigge il suo cuore, rende i suoi occhi fonte di lacrime e fa scendere sulla terra la misericordia divina». La tentazione del cristiano, anche di noi sacerdoti, di questi tempi è quella di relegare l’esperienza di questi uomini, divinamente sapienti, come fanatismo religioso inconcepibile per l’Uomo moderno. Eppure si scopre, scandagliando le vita di questi monaci, che si realizza quella sovrabbondanza esistenziale, quel centuplo di vita, fin da ora di cui parla il Vangelo (Mt.5,20). «La sola misura dell’amore è quella di non avere misura», come si esprime acutamente il riformatore dell’Ordine cistercense San Bernardo di Chiaravalle. In fondo l’esperienza del monaco è di essersi innamorato dell’Amore.

don Willy Volonté

Benedettine di Rosano. Voci dal deserto. Il messaggio dei padri del deserto. Ed. Cantagalli, 1997. ISBN 88-8272-004-7

2 Aprile 2020 | 23:07
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