Ticino

Da Malta l’invito a pregare per l’unità dei cristiani

Torna come ogni anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si svolge tradizionalmente, in buona parte del mondo, dal 18 al 25 gennaio.  Viene promossa congiuntamente, dal 1968, dal Pontificio Consiglio per l’unione dei cristiani e dalla Commissione «Fede e Costituzione» del Consiglio ecumenico delle Chiese. I due organismi incaricano della ricerca di un tema e dell’elaborazione dei testi un gruppo ecumenico locale, regionale o nazionale –quest’anno sono state scelte Malta e Gozo, le due più grandi isole dell’arcipelago maltese – poi rivedono e adattano il tutto per pubblicare nelle varie lingue il ricco libretto della Settimana.

Il versetto biblico che farà da fil rouge per la Settimana di preghiera 2020 è: «Ci trattarono con gentilezza», tratto dagli Atti degli Apostoli (28,2).

Le Chiese maltesi ci propongono un brano che richiama una storia di divina provvidenza e nel contempo di umana accoglienza, ambientata proprio a Malta, sul mare tempestoso che circonda l’isola. Si tratta del fortunoso viaggio, nell’anno 60 d.C., dell’apostolo Paolo, condotto prigioniero a Roma, viaggio che ripropone il dramma dell’umanità di fronte alla terrificante potenza degli elementi della natura. I 276 passeggeri della barca sono alla mercé del mare violento e della poderosa tempesta che infuria intorno a loro. Si sentono persi e senza speranza perché le forze li spingono verso approdi sconosciuti. Ma la provvidenza di Dio farà sì che Paolo e i suoi compagni abbiano salva la vita e vengano accolti con gentilezza dagli abitanti di Malta, che non conoscevano ancora Cristo. L’apostolo vi compirà numerose guarigioni e la fede cristiana si diffonderà sull’isola. Ogni anno, il 10 febbraio a Malta si celebra la festa del naufragio di Paolo.

I migranti di oggi

Oggi – fanno notare le Chiese maltesi – molte persone affrontano gli stessi pericoli nello stesso mare. I medesimi luoghi citati dagli Atti caratterizzano le storie dei migranti di oggi, che affrontano viaggi altrettanto pericolosi, per terra e per mare, per scampare a disastri naturali, guerre e povertà e si trovano spesso confrontati con l’indifferenza umana. «L’ospitalità – si legge nell’introduzione teologico-pastorale del libretto – è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità tra i cristiani. E’ una condotta che ci spinge ad una maggiore generosità verso coloro che sono nel bisogno. (…) La nostra stessa unità di cristiani sarà svelata non soltanto attraverso l’ospitalità degli uni verso gli altri, pur importante, ma anche mediante l’incontro amorevole con coloro che non condividono la nostra lingua, la nostra cultura e la nostra fede».

Numerose celebrazioni

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è diventata una tradizione consolidata in tutto il mondo e ha il pregio di far «scendere» l’ecumenismo dagli specialisti, dai teologi, alla base. Cristiani appartenenti alle varie confessioni si riuniscono per pregare insieme nel corso di speciali celebrazioni ecumeniche o si invitano reciprocamente alle loro liturgie. Anche in Ticino sono previsti diversi culti, tra cui anche quello cantonale, organizzato come di consueto dalla Comunità di lavoro delle Chiese cristiane, che festeggerà il suo 20.o anniversario, domenica 19 gennaio alle 16.30 nella Cattedrale di Lugano.

Gino Driussi

13 Gennaio 2020 | 14:44
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