Internazionale

Covid e Africa: pochi vaccini e scadenti, la denuncia dei medici cattolici

«Non sappiamo come proteggere mamme, adolescenti e anziani che vorrebbero vaccinarsi, ma non possono. A due anni dall’inizio della pandemia, nonostante gli impegni assunti dalle potenze internazionali, in Mozambico non ci sono ancora vaccini a sufficienza: quelli che abbiamo sono pochi, a bassa efficacia, alle volte prossimi alla scadenza. L’Occidente sta giocando col fuoco delle varianti che proliferano nel sud del mondo». Sono ore frenetiche per don Dante Carraro, 63 anni, direttore del Cuamm, l’organizzazione di medici cattolici con l’Africa operativa anche nel Paese al confine col più ricco Sudafrica, dove è stato isolato Omicron. Proprio dal Mozambico era partito il primo italiano positivo alla nuova variante. Il telefono del prete e cardiologo non dà tregua. Dall’altra parte della cornetta le voci di operatori sanitari trafelati, una trentina gli italiani sui 150 attivi sul suolo mozambicano: alle sfide di sempre, dall’Hiv alla malaria, si somma l’incremento sensibile dei con

Colpa della variante?

«Molto probabile, anche se non possiamo sapere se i nuovi positivi di queste ultime settimane siano imputabili a Omicron. In Mozambico mancano laboratori in grado di sequenziare il virus. E ora non possiamo certo avvalerci dell’appoggio degli ospedali sudafricani in sofferenza per la mutazione».

Chi si sta ammalando?

«Come accade in Sudafrica, dove gli immunizzati sono il 23%, si tratta sempre piu di 20enni».

Inutile chiedere se siano soggetti vaccinati o meno.

«Esatto, in Mozambico non è ancora partita una vaccinazione di massa. Si procede lentamente e per categorie. Gli unici a essere stati protetti, tra gennaio e marzo, sono i sanitari e i poliziotti. Appena il 3,5% della popolazione è immunizzata».

Quale profilassi viene impiegata?

«Quella cinese, nonostante sappiamo bene che ha una protezione bassa del 40-50%. Ma in Africa tutto è meglio di niente».

AstraZeneca, Pfizer, Moderna, neanche una fiala?

«Negli ultimi mesi stanno arrivando alcune dosi di AstraZeneca, gocce nel deserto. In tutto il continente di fatto ci si protegge con i vaccini cinesi».

Il G20 si è impegnato a vaccinare il 40% della popolazione mondiale entro l’anno. Le solite, buone parole?

«Mi fa piacere che ci sia questo proposito, ma in Africa siamo lontanissimi dal vederlo realizzato. Non ci sono dosi, i nostri centri vaccinali non possono somministrare nulla. Bisogna impedire che i Paesi poveri continuino ad essere il serbatoio ideale per mutazioni del virus che rischiano di bucare le profilassi. Serve un altruismo interessato».

Da prete, che cosa ne pensa dei cattolici No Vax?

«Il Papa ha detto che vaccinarsi è un dovere morale e io condivido. La fede non può essere sganciata dalla ragione. Se accadesse, smetterei di essere presbitero o medico».

Fonte: agenzie/red

19 Dicembre 2021 | 06:22
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