Papa e Vaticano

Correre insieme la corsa della vita:passione e fraternità nel dopo Covid-19

«Mettersi in gioco» è il titolo di un libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana (LEV) in uscita in questi giorni che raccoglie i testi dedicati dal Papa allo sport. Bergoglio, anche in questo caso come in tanti altri momenti della sua attuale predicazione e azione solidale concreta, esorta a trasformare la pandemia in un’opportunità per un domani migliore. Il Papa pensa allo sport nei termini di passione, fraternità, solidarietà, integrazione. Parole che valgono oltre lo sport. Lo vediamo bene in questo tempo: sono le passioni a tenere aperta nella vita la porta della felicità e della pienezza, sono loro a farti «mettere in gioco». Se non hai una ragione, una motivazione, un senso che ti muove ogni giorno ad uscire di casa, andare a scuola e al lavoro, che ti fa sposare e costruire una famiglia, la fuga dall’impegno, l’appiattimento e la routine insipida sono dietro l’angolo. I quattro giovani che oggi saranno ordinati preti nella diocesi di Lugano hanno sicuramente una passione grande per Dio e per il prossimo, tanto da scegliere di «mettersi in gioco». Alex Zanardi, il grande campione paralimpico italiano, prima del drammatico incidente di alcuni mesi fa, ha scritto la prefazione al nuovo libro di Bergoglio. «Passione è la parola. Quella cosa meravigliosa – scrive Zanardi – che fa accadere le cose e che può benedire la nostra vita se le consentiamo di guidarla». A pagina 4 di questo numero di catholica, Chiara Devittori, atleta paralimpica ticinese e madrina della corsa solidale della speranza, ci racconta la sua esperienza e il valore di avere una passione grande. «Nella sofferenza – dice Chiara – bisogna darsi degli obiettivi, trovare qualcosa da fare con piacere anche se in condizioni differenti. Ho sempre gareggiato a livello dilettantistico, in particolare nello sci di fondo e nelle corse podistiche, ma dopo il sarcoma ho vissuto l’esperienza bellissima delle competizioni internazionali paralimpiche: da questo punto di vista posso dire che la malattia mi ha tolto una gamba, ma mi ha anche dato nuove possibilità imprevedibili». Come ogni cosa anche le passioni grandi, che non ti sostengono solo in una giornata di sole ma ti fanno dire «sì» alla vita anche quando il cielo è grigio, sono ancora più forti se condivise. Il Covid-19, questa pandemia che divide e isola, ci provoca paradossalmente ancora di più a tenere alto lo sguardo non solo sulle nostre passioni ma anche sulla solidarietà. Aprire i vari campi della vita umana ad atteggiamenti solidali, a scelte fraterne, ad una logica di integrazione. La sfida indicata da Bergoglio è quella di «correre insieme la corsa della vita». L’imminente enciclica del Papa, che sarà dedicata alla «fraternità» al tempo del post Covid-19, pare che offrirà ampie riflessioni a sostegno di uno spirito nuovo, dall’economia alla cultura in generale, perché da questa pandemia scaturisca un cambiamento in meglio. Proprio perché, come ha ammonito il Papa in diverse occasioni: «Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla». (CV)

7 Settembre 2020 | 14:15
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