Internazionale

Comunità di Taizé. Pellegrinaggio dei giovani in Terra Santa

Un pellegrinaggio in Terra Santa, rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni, come rinnovata occasione per momenti di condivisione e fraternità con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo: è quello organizzato dalla comunità di Taizé per la settimana dal 21 al 28 febbraio 2021 in collaborazione con l’istituto ecumenico di studi teologici Tantur e diverse Chiese della Terra Santa.

L’evento, annunciato dal priore della comunità, fratel Alois, sarà articolato in visite ai principali luoghi religiosi di Gerusalemme, con tappe al lago di Tiberiade e a Nazaret, accompagnate da momenti di preghiera e riflessioni bibliche che si terranno in varie chiese della città santa e il cui tema sarà collegato al sito visitato.
«Venendo nella terra dove Gesù visse e insegnò, annunciò il Regno di Dio, fu crocifisso e risorto, avrete l’opportunità di andare alle fonti stesse della vostra fede cristiana», ha sottolineato il patriarca ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, nel suo messaggio di benedizione del pellegrinaggio, osservando come in questi luoghi vissero i primi testimoni del Cristo risorto. Testimoni che, ora nel ventunesimo secolo, hanno i volti gioiosi dei giovani di Taizé e di tutti coloro che vogliono vivere in puro spirito di reciproco confronto e armonia questo nuovo incontro di fratellanza. Tutto ciò con l’entusiasmo coinvolgente di chi crede profondamente nel messaggio salvifico del Vangelo e con la certezza che «le famiglie e le parrocchie della Terra Santa saranno liete di darvi il benvenuto mentre cercate di rafforzare la vostra fede nel Signore risorto», ha aggiunto il patriarca invocando la protezione del Salvatore sulla preparazione dell’evento.

Un’altra tappa, questa, che fa parte di un cammino interreligioso per continuare un rinnovamento delle Chiese e della società nel segno dell’unità e della comunione, come ebbe a dire qualche tempo fa fratel Alois. Il priore della comunità ecumenica francese ha rimarcato l’importanza, «in un tempo di divisione», di offrire ai giovani europei l’opportunità di ascoltarsi al di là delle frontiere.
Un progetto apprezzato anche dall’amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, che in un recente messaggio ha sottolineato come, grazie alla dimensione ecumenica della comunità, ritenuta una vera e propria benedizione, il pellegrinaggio del 2021 rappresenti un importante strumento «per continuare il nostro cammino di fraternità con le altre Chiese».
Si tratta quindi di un percorso di arricchimento reciproco, fondato sulla gioia di ritrovarsi e vivere insieme la ricchezza non solo dei luoghi ricchi di storia cristiana ma anche delle persone, «pietre vive» della Chiesa, ha aggiunto monsignor Pizzaballa.

L’Osservatore Romano/red

27 Febbraio 2020 | 10:16
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