Chiesa

Il compositore Arvo Pärt tra i vincitori del premio Ratzinger

Il grande compositore estone Arvo Pärt, ortodosso, è tra i tre vincitori del premio Ratzinger 2017 insieme a un teologo cattolico, il sacerdote Karl-Heinz Menke, e un teologo protestante, Theodor Dieter. Ad annunciarlo, oggi in Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ora presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, sottolineando l’aspetto ecumenico di una iniziativa che premia tre rappresentanti delle tre confessioni cristiane.

«L’apprezzamento di Joseph Ratzinger Benedetto XVI per l’arte della musica e l’ispirazione altamente religiosa dell’arte musicale di Pärt, hanno fatto apparire giustificata l’attribuzione del Premio anche al di fuori dell’ambito più strettamente teologico», ha detto l’ex Portavoce della Santa Sede, sottolineando «l’allargamento dell’ambito delle attività dei premiati, che vengono a comprendere anche le arti: nel caso la musica di profonda ispirazione religiosa».

 

Nato in Estonia 82 anni fa, Arvo Pärt è stato insignito nel 2011 del dottorato honoris causa in musica sacra dal Pontificio Istituto di Musica Sacra ed è stato nominato da Benedetto XVI membro del Pontificio Consiglio della Cultura. La sua ultima composizione, nel 2008, è la sinfonia numero quattro «Los Angeles» commissionata dalla Los Angeles Philharmonic Orchestra e dedicata al magnate russo Michail Chodorkovskij. «Pärt – ha detto in conferenza stampa il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e membro della Fondazione Ratzinger – è il più grande musicista contemporaneo vivente, con all’attivo una produzione immensa e straordinariamente alta, in grado di coniugare la grande eredità del passato, persino di canto gregoriano, con la nuova grammatica musicale di oggi. È una bellissima scelta, quella della commissione, diretta a indicare quella nuova via per la teologia che è la musica».

 

Theodor Dieter, 66 anni, teologo luterano tedesco, professore dal 1994 e direttore dal 1997 dell’Istituto per la Ricerca ecumenica di Strasburgo, è fortemente impegnato nel dialogo ecumenico e ha svolto un ruolo di grande rilievo nella redazione e approvazione della «Dichiarazione congiunta sulla dottrina delle giustificazione» del 31 ottobre 1999. Karl-Heinz Menke, 67, teologo e sacerdote cattolico tedesco, è professore emerito di Dogmatica e Propedeutica teologica alla Facoltà teologica cattolica dell’Università di Bonn, membro di commissioni della Conferenza episcopale tedesca, e ha al suo attivo numerose pubblicazioni teologiche, distinguendosi come profondo conoscitore del pensiero di Joseph Ratzinger, a cui ha dedicato vari studi.

 

Lombardi, dopo aver ricordato le attività dell’anno passato della fondazione, tra le quali le iniziative per il novantesimo compleanno di Joseph Ratzinger, ha preannunciato «un autunno denso di iniziative». Innanzitutto la creazione di un nuovo premio, intitolato «Ragione aperta», «ispirato – ha spiegato il Gesuita – a un’idea centrale nel pensiero di Ratzinger. Egli insiste sulla necessità di avere una visione ampia e aperta della ragione e del suo esercizio nella ricerca della verità e della risposta alle domande fondamentali sull’umanità e sul suo destino. Questa idea è fondamentale per il dialogo fra la Chiesa e la cultura moderna, e fra le scienze e la filosofia e la teologia e quindi anche un’idea fondamentale per il modo di pensare l’università e la sua funzione». Tra gli argomenti dei 367 lavori giunti in Vaticano, Scienze giuridiche, economiche e sociali; Scienze della Comunicazione, scienze fisiche, biologiche, ambientali, biomediche e della salute; Ingegneria e Architettura; Scienze umanistiche, Filosofia e Teologia. L’iniziativa, concepita insieme all’Università Francisco de Vitoria, si concluderà con il conferimento dei premi (i vincitori sono Darcia Narvaez, Claudia Vanney, Juan Franck, Michael Schuck, Nancy Tuchman, Michael Garanzini, Sarolta Laura Baritz) domani pomeriggio presso l’Accademia delle Scienze. Inoltre, a cavallo tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, si svolgerà il VII Congresso internazionale di studio, quest’anno organizzato insieme alla Università cattolica di Costa Rica a San José di Costa Rica, «dedicato al tema attualissimo trattato dalla enciclica Laudato si’, tenendo presente la continuità del magistero di papa Francesco con quello di Benedetto XVI anche in questo campo specifico». Infine,la cerimonia per la consegna del triplice premio Ratzinger, il 18 novembre, «giorno successivo alla conclusione di un grande Congresso presso la Università Gregoriana su San Bonaventura – ha sottolineato il Gesuita – in cui naturalmente si ricorderà anche la famosa dissertazione del giovane professore Ratzinger appunto su san Bonaventura, ora ripubblicata nell’»Opera Omnia». Speriamo che – ha detto Lombardi – come nello scorso anno, possa essere lo stesso papa Francesco a consegnare i premi».

Iacopo Scaramuzzi – VaticanInsider

27 Settembre 2017 | 07:00
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