Ticino

Commenti ai vangeli domenicali

VANGELO ROMANO (Gv 15, 9-17 / VI Domenica di Pasqua)

Quell’amore così grande, che viene da Dio Padre

di Dante Balbo (Dalla rubrica televisiva Il  Respiro spirituale di Caritas Ticino in onda su TeleTicino e online su YouTube)
La Pasqua è un continuo rimando alla novità di una luce che brilla nel cuore del buio, laddove la morte sembra avere la meglio. In un cielo che a volte promette l’autunno anche se siamo in maggio, ogni tanto – nota don Willy Volonté nel suo commento alle letture della sesta domenica di Pasqua – si intravedono squarci di luce, segni di una primavera che non si è arresa.
Così è la Risurrezione, un segno che appare a dirci la vittoria dell’unico uomo che ha sconfitto la morte.
Proprio la sua vittoria ci trascina in un movimento di sguardi, nella ragione profonda di questa offerta totale che ha impedito la fine di tutto.
Gesù è l’unico che ha saputo guardare nell’amore del Padre con occhi fiduciosi a tal punto da morire senza cessare di tenerli fissi in quelli di chi lo ha amato da sempre.
Come un cuore che batte si raccoglie per spalancarsi, si spalanca per assorbire i cuori di tutti, si rispalanca per consegnarli gli uni agli altri, così è questo amore che non conosce confini, che non ammette sospensioni di sguardo.
Se Gesù avesse solo detto «amatevi gli uni gli altri», sarebbe stato come una buona esortazione a volerci bene, una indicazione ragionevole, a ben guardare conveniente, per una vita dignitosa. Quello che fa la differenza nell’esperienza cristiana è il «come» del crocifisso/risorto: «Come io vi ho amato» e io vi ho amato stando sempre nell’amore del Padre.
Lo stesso movimento di sguardi, la stessa intensità e fermezza, la medesima fiducia incondizionata e totale che abita la relazione del Figlio con il Padre,  scorre nelle vene della Chiesa.
La prima comunità cristiana ha imparato guardando a Cristo questo amore: si amavano gli uni gli altri, avevano imparato questo «come» di Cristo, lo avevano portato dentro la vita della comunità.
Questa strada e questa sfida sono oggi attuali più che mai.

VANGELO AMBROSIANO (Gv 15,26-27.16,1-4 / Domenica VI di Pasqua)

Il tempo dopo Gesù, sarà abitato dallo Spirito

di don Giuseppe Grampa
Si avvicinano i giorni della separazione tra Gesù e i discepoli. La sua presenza in mezzo a loro sta per concludersi e le parole dell’Evangelo di oggi preparano questo distacco: con una promessa e un compito. Anzitutto la promessa: «Quando verrà il Paraclito che io vi manderò dal Padre». Verrà il Paraclito. Questa strana parola greca è stata resa in latino con ad-vocatus, letteralmente «chiamato vicino, accanto»: da qui il termine «avvocato», uno che per professione è chiamato a «stare accanto», «vicino», per assistere e difendere chi è chiamato in giudizio. La fine della presenza terrena di Gesù non lascerà un vuoto, qualcuno «starà accanto»: lo Spirito che Gesù manderà, il suo Spirito. Compito dello Spirito sarà quello di rendere testimonianza a Gesù. Ma che vuol dire rendere testimonianza a Gesù?. L’evangelista descrive una sorta di processo che il mondo fa a Gesù mettendolo sotto accusa. A questo punto interviene lo Spirito Santo che appunto farà da «testimone», prenderà le difese, deporrà a favore di Gesù. Davanti all’ostilità del mondo i discepoli saranno esposti al dubbio, alla tentazione di pensare che il mondo, avendo eliminato Gesù, ha avuto ragione. Lo Spirito, invece, aiuterà i discepoli a stare dalla parte di Gesù, spiegherà ai discepoli la fortuna di essere dalla parte di Gesù. Ecco in che senso lo Spirito sarà «testimone»: ristabilirà, di fronte al mondo, la verità riguardante Gesù. Il tempo dopo Gesù non sarà così «vuoto», ma sarà abitato dal suo Spirito. Da qui la promessa, accompagnata da un compito per i discepoli: «Anche voi mi renderete testimonianza». E i discepoli possono, anzi devono farlo, perché «sono stati con Lui, con Gesù, fin dal principio». I discepoli che hanno ascoltato le parole del Maestro e per anni ne hanno condiviso la vita potranno dire, anzi, dovranno dire che in Lui, Gesù, quel Dio che gli uomini cercano, si è fatto vicino, uno di noi, uno per noi. E che in Lui solo c’è salvezza.

9 Maggio 2021 | 06:38
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