Diocesi

Come accompagnare la coppia nella vita di fede e nella grazia del sacramento delle nozze?

17.06.2019, 11:19 / RedCattFA

“Matrimonio e famiglia in cammino. Come accompagnare la coppia nella vita di fede e nella grazia del sacramento delle nozze”. Questo il titolo del weekend organizzato dalla Pastorale familiare della Diocesi di Lugano a Camperio in Val di Blenio, lo scorso fine settimana (14-16 giugno). A condurre i momenti di riflessione è stato il nostro vescovo mons. Valerio Lazzeri che ha iniziato sottolineando, e poi sviluppando, le due parole centrali del tema proposto: cammino e accompagnamento.

Ha scandito il primo momento di riflessione un brano della Lettera ai Galati. “Fratelli, siete stati chiamati a libertà” (Gal 5,13). Il cammino di ogni cristiano, e quindi a maggior ragione anche di ogni coppia che vive il Sacramento delle nozze, non può che essere libero perché è un percorso verso un compimento di sé messo in moto da un’attrattiva, da un’intuizione di bene per la propria persona. Altrimenti si cade nel moralismo, nella sequela di precetti da fare o non fare, che è la tomba non solo della fede ma anche dell’amore. “Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne” (Gal 5,16). La “carne”, nel linguaggio biblico paolino, è segno della precarietà, della fragilità. Per non rimanere impantanati nei nostri limiti, ha sottolineato mons. Lazzeri, bisogna intuire la bellezza della meta, il centuplo promesso da Cristo. Noi cristiani dobbiamo camminare in modo diverso, nello Spirito, cioè con davanti il “panorama” di una vita piena, riempita dai frutti dello Spirito che sono: “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,23).

Un brano della Lettera agli Ebrei è stato il centro di riflessione del secondo momento di catechesi. “Chi si nutre ancora di latte non ha l’esperienza della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino” (Eb 5,13). Per diventare adulti è necessario essere accompagnati. Ci vuole tempo ma anche decisione per lasciarsi convertire il cuore da Cristo. La preghiera e la meditazione della Parola di Dio è la via maestra per crescere in un’intimità con il Padre per fare “l’esperienza della dottrina”, cioè per crescere nella capacità di discernimento, per distinguere il bene e il male nella nostra vita. La vita spirituale in famiglia, ha concluso il Vescovo, deve avere un “ritmo”, così come il corpo per vivere necessita di un respiro continuo e regolare. Un ritmo giornaliero (es. la preghiera durante i pasti), uno settimanale (l’Eucarestia domenicale) e perché no anche mensile (es. un momento speciale per la coppia). Di fronte alle tante fatiche e problematiche non bisogna scoraggiarsi ma affidare tutto a Dio e dire a sé stessi: “oggi comincio”.

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