Internazionale

Clima di guerra a Gaza. Sr. Nadila: preghiamo e seminiamo pace e rispetto

Cresce ancora la tensione nei Territori palestinesi contro la decisione del Presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Quasi 150 i feriti e, al confine con la Striscia di Gaza ,si registrano anche bombardamenti.

A Gaza la testimonianza delle Suore della Congregazione del Rosario
«La gente è arrabbiata ed è difficile dire cosa può succedere, certo il timore di una nuova guerra è forte. noi non la vogliamo, le persone hanno sofferto troppo». Così suor Nadila della Congregazione del Rosario, che insegna in una scuola a Gaza City. Nessun commento o analisi politica nelle sue parole, ma la vicinanza alla popolazione che è sempre in condizioni di estrema povertà e ” non è ancora guarita dalle tre guerre passate. Chiediamo al Signore che non accada di nuovo, guerra significa solo morte, distruzione e perdite».

A Natale vicinanza e educazione sono la nostra missione
«Oggi le scuole pubbliche a Gaza sono in sciopero», racconta, «perché non ci sono gli stipendi per gli insegnanti»; continuano le restrizioni negli spostamenti e per le strade e nelle famiglie si percepisce una grande tensione. «Per Natale non faremo quest’anno la consueta festa con i bambini cristiani e musulmani», ci racconta,»perché non saremmo capite: è un momento difficile per tutti e festeggiare non ci sembra una cosa adatta». Come cristiane e come religiose, aggiunge, «l’unica cosa che possiamo continuare a fare è svolgere la missione di testimoniare che Dio ama tutti, che si è incarnato fino a dare la vita per salvarci. Con la nostra scuola e i nostri insegnanti educhiamo al rispetto e alla pace prima tra noi, poi nel Paese».

La decisione di Trump ostacola la riconciliazione Hamas- Fatah
Suor Nadila spiega anche quanto la decisione del presidente Trump sia pericolosa in questo momento: non solo, afferma la religiosa, separa ancora di più palestinesi e israeliani che nella città si riconoscono entrambi, ma arriva nel mezzo del già difficile  processo di riconciliazione tra Hamas e Fatah. «Per tutti gli abitanti di Gaza è considerato fondamentale, è come un filo di luce in questa prigione e tutti temono oggi che possa fallire».

Gabriella Ceraso – RadioVaticana

13 Dicembre 2017 | 07:20
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