Papa e Vaticano

Cibo e tamponi per gli indigenti, la carità del Papa non si ferma

Debora Donnini – Città del Vaticano

Nell’ambulatorio sotto il Colonnato, aperto dalle 8.00 alle 14.00, gestito ad opera dell’Elemosineria Apostolica, possono effettuare il tampone le persone in necessità, che devono avere accesso ai dormitori o vogliono ritornare nella loro patria. E’ questo uno dei segni concreti per la quarta Giornata mondiale dei poveri, che si celebra domenica 15 novembre. In due settimane, di tamponi, ne sono stati effettuati 50 al giorno. La pandemia, dunque, non ferma la solidarietà pur cambiando, in parte, «il volto» dei tradizionali segni realizzati per l’occasione, come il pranzo dei poveri con il Papa e il presidio medico in Piazza San Pietro, che sono stati sospesi.

La Messa di Domenica 15 novembre

A presentare questa Giornata durante la conferenza stampa online organizzata dalla Sala Stampa vaticana è monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Un appuntamento importante per tutte le Diocesi del mondo, sottolinea, per mantenere vivo il senso di fraternità nei confronti delle persone più disagiate. Alla Messa con il Papa, domenica, nella Basilica di San Pietro – riferisce –  saranno presenti solo 100 persone in rappresentanza di tutti i poveri del mondo assieme anche a volontarie e benefattori. E alcuni degli assistiti proclameranno le letture liturgiche. La celebrazione eucaristica sarà trasmessa in diretta su Rai1, Tv2000, Telepace e altre e in streaming sul portale di Vatican News.

Abbiamo responsabilità verso gli altri

Monsignor Fisichella ripercorre il senso profondo di questa Giornata che ricorre nella XXXIII domenica del Tempo ordinario ed è stata istituita da Papa Francesco come segno concreto con la Lettera Apostolica Misericordia et misera, al termine del Giubileo della Misericordia nel 2016. «Tendi la tua mano al povero» – espressione tratta dal Libro del Siracide – è il tema scelto quest’anno come espresso nel Messaggio del Papa per questa IV Giornata, che il presule richiama sottolineando l’urgenza a cui la pandemia ha sottoposto il mondo intero e ricordando come siano sempre più numerose le famiglie che si trovano in difficoltà. «In questi mesi, nei quali il mondo intero è stato come sopraffatto da un virus che ha portato dolore e morte, sconforto e smarrimento, quante mani tese abbiamo potuto vedere!», scriveva il Papa, ricordando che «questo è un tempo favorevole per sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo».

Alimenti e mascherine

«Ancora una volta anche Papa Francesco ha teso la sua mano con diverse iniziative per rendere concreta» questa Giornata, mette dunque in rilievo il presule. Non mancano, infatti, iniziative di sostegno alimentare grazie all’estesa generosità di alcuni benefattori. Sono stati, quindi, realizzati segni che esprimono l’attenzione di Papa Francesco. »Con il grande supporto di Roma Cares e la generosità di Elite supermercati, stiamo provvedendo in questi giorni a inviare 5.000 pacchi viveri di prima necessità alle famiglie di circa sessanta parrocchie romane che, specialmente in questo periodo, si trovano in difficoltà», racconta monsignor Fisichella. Oltre ad alimenti di vario genere, vengono inviate anche alcune mascherine e un biglietto con una preghiera di Papa Francesco. Il «grazie» del presule va quindi al CEO della RomaGuido Fienga per Roma Cares ealla famiglia Fedeli proprietaria di Elite supermercati.E i pacchi sono stati confezionati da un gruppo di venti giovani attualmente in attesa di occupazione.

Monsignor Fisichella menziona anche il pastificio «La Molisana» che anche quest’anno – dice – ha voluto essere presente «alle nostre iniziative con 2,5 tonnellate della rinomata pasta, che saranno destinate a diverse Case famiglia e Associazioni caritative». Così come si ricordano la Société des Centres Commerciaux Italia s.r.l. e la Fondazione Robert Halley, che hanno voluto sostenere le iniziative del Santo Padre con la loro generosità a favore dei tanti poveri. Inoltre, con il sostegno di UnipolSai Assicurazioni è stato inviato un primo blocco di 350 mila mascherine, per almeno 15 mila studenti di scuole di vario grado, soprattutto nella grande periferia della città: un segno di sostegno e invito ai giovani a non sottovalutare i pericoli della pandemia.

Le mani e il sorriso

Per la Giornata è stato preparato anche quest’anno un Sussidio pastorale, tradotto in cinque lingue: si tratta – evidenzia monsignor Fisichella – di «uno strumento fattivo perché la Giornata non si limiti alle sole iniziative di caritative, ma queste siano sostenute dalla preghiera personale e comunitaria». Il presule infine cita ancora il Messaggio della quarta Giornata nel quale il Papa, commentando la frase del Siracide «In tutte le tue azioni, ricordati della tua fine», rileva come il testo si presti a una duplice interpretazione: da una parte tenere presente la fine dell’esistenza, attitudine che spinge a condurre una vita prestando attenzione ai più poveri; dall’altra, si può intendere fine della vita come un progetto da compiere. E il fine di ogni azione non può che essere l’amore. Un amore che si esprime non solo con la mano tesa ma anche con il sorriso «di chi – scriveva il Papa – non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo». Una giornata, dunque, a cui prepararsi stendendo le mani e aprendo il cuore al sorriso verso gli altri, reagendo così alla cultura dello scarto per abbracciare quella della fraternità.  

Rispondendo, poi, ad alcune domande di giornalisti collegati online, monsignor Fisichella ha anche parlato dell’iniziativa di un caravan nelle periferie di Roma, per assistere le persone che hanno bisogno di cura soprattutto per alcune patologie. Inoltre il presule ha confermato di aver incontrato nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte e il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in vista della istituzione di una commissione bilaterale per l’organizzazione del Giubileo ordinario del 2025. «Siamo ben consapevoli che sarà un grande evento a livello mondiale, per il Paese e per Roma in particolare, che arriverà dopo il problema della pandemia che speriamo possa risolversi rapidamente», ha aggiunto Fisichella specificando che le particolarità con cui dovrà realizzarsi sono solo per il momento dei pensieri che dovranno trovare riscontro nelle sedi più opportune.

13 Novembre 2020 | 10:32
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