Internazionale

Card. Sako ai politici iracheni: risolvete crisi economica e istituzionale

Non c’è democrazia nell’ Iraq del dopo Saddam Hussein, nonostante i tentativi dei numerosi governi che si sono susseguiti dal 2003. Dopo le ultime elezioni dello scorso 12 maggio, il Paese sta vivendo una pericolosa fase di paralisi politico-istituzionale mentre cresce il malcontento della popolazione per le difficili condizioni di vita. A governare è oggi il primo ministro, Hadi al Amiri, leader delle milizie filoiraniane Badr che alle elezioni hanno ottenuto la maggioranza dei seggi, ma manca ancora il Parlamento.

Card. Sako: subito un governo di coalizione

La situazione è disastrosa e preoccupa non poco la Chiesa locale. Tanto che il Patriarca caldeo, il cardinale Louis Raphael Sako, ha voluto inviare una lettera a tutti i politici iracheni, richiamandoli alla loro responsabilità. Urgente, secondo il card. Sako, la formazione di un «governo forte di coalizione» che possa intervenire sulla presenza delle milizie organizzate su base etnico-religiosa che ancora dettano legge in ampie aree del Paese. Necessario anche rafforzare il ruolo dell’esercito nazionale che, afferma ai nostri microfoni il Patriarca, «sia ben formato» e «che difenda il Paese e protegga tutta la popolazione». (Ascolta l’intervista al card. Louis Raphael Sako sulla situazione oggi in Iraq)

Violenza, disoccupazione, corruzione

Dieci i punti in cui si articola la lettera del Patriarca che prende le mosse dalla costatazione del fallimento delle promesse di chi, in Occidente, aveva giustificato l’intervento militare guidato dagli Stati Uniti contro il regime di Saddam Hussein come mezzo per ‘esportare la democrazia’ in Iraq. Il card. Sako descrive il suo Paese citando la corruzione diffusa, ma parlando anche di crisi economica che produce mancanza di servizi, disoccupazione, razionamenti di elettricità e acqua. Nelle scorse settimane, in particolare nel sud del Paese, la gente per protesta è scesa in piazza e le manifestazioni proseguono ogni venerdì. «Bisogna ascoltare le richieste della popolazione – dice il card. Sako – sono richieste giuste: si chiedono elettricità, acqua e qui adesso fanno anche 42 gradi. Poi il lavoro, si chiede che vengano rispettati i bisogni primari delle persone, la loro dignità e libertà». Il Primate della Chiesa caldea denuncia poi la corruzione: «tutto è fermo, l’agricoltura, l’industria, il turismo, abbiamo solo il petrolio e quello viene venduto e i soldi rubati. Che ne sarà del Paese, che ne sarà di 30 milioni di iracheni?»

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Il Patriarca iracheno Sako, che ha ricevuto l'invito dal Presidente iracheno da portare al Papa.
1 Agosto 2018 | 06:20
iraq (65), sako (6)
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