Internazionale

Card. Koch: l'ecumenismo dei Santi avvicina cattolici e ortodossi

Il 12 febbraio, da quattro anni ormai, è diventato una importante occasione ecumenica di commemorazione dello storico incontro avvenuto a L’Avana tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill. Iniziava, il 12 febbraio del 2016, il 12.mo viaggio apostolico del Santo Padre verso il Messico e la prima tappa era proprio all’aeroporto José Martì di Cuba. Qui l’abbraccio tra fratelli, un momento intenso, privato, riassunto in pochi interventi finali a braccio per rimarcare la fraternità delle due Chiese e poi la firma di una Dichiarazione comune che ha dettato la strada futura.

L’abbraccio a Cuba

«Siamo Vescovi, abbiamo parlato delle nostre Chiese, ci siamo trovati d’accordo che l’unità si costruisce nel cammino», erano state le parole del Papa, mentre il Patriarca Kirill aveva fatto riferimento ad un lavoro comune su alcuni fronti quali pace, rispetto della vita, della famiglia e della dignità umana. Ed è proprio su questi temi che si sono articolate le tappe successive del cammino comune, ogni anno il 12 febbraio. Il primo anno a Friburgo, poi a Vienna e poi a Mosca: il martirio e l’impegno dei cristiani in Medio Oriente, lo spopolamento dell’area, il fine vita e la dignità del malato sono stati al centro degli incontri tra il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e il Metropolita Hilarion, a capo del Dipartimento Relazioni Estere del Patriarcato di Mosca.

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Il cardinale svizzero Kurt Koch
12 Febbraio 2020 | 12:31
Koch (5)
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