Ticino

Azione Cattolica Ticinese: laici protagonisti della Chiesa

La sensazione è quella di una ripartenza con il piede giusto, dopo un periodo un po’ incerto. È questa la prima impressione che si coglie dall’assemblea del 4 ottobre scorso a Lugano che ha riunito gli aderenti dell’Azione Cattolica Ticinese (ACT). Il sodalizio laicale, che vanta oltre 150 anni di storia in Ticino, dai momenti gloriosi del passato alla stagione del Concilio Vaticano II, all’erosione dovuta alla secolarizzazione, fino al rilancio con mons. Corecco negli anni ’90 e all’oggi, negli ultimi anni ha conosciuto diversi momenti difficili. «L’assemblea ha eletto il nuovo Consiglio direttivo dell’associazione, I laici adulti che entrano in comitato sono nove e tra loro vi sono diversi trentenni», ci spiega Luigi Maffezzoli, già presidente dell’ACT, che di questo consiglio fa parte e che in questi mesi, da febbraio ad ottobre, in cui l’ACT si era presa del tempo per riflettere su obiettivi e percorso, ha un po’ come cercato di tirare le fila. Anche sette giovani hanno accettato di entrare nel Consiglio diocesano. Gli adulti provengono soprattutto da un’esperienza di Ac in diocesi, ma tra loro c’è anche la rappresentante di un’associazione parrocchiale, quella di Giubiasco. I giovani eletti hanno partecipato in questi anni ai diversi campi diocesani proposti per le nuove generazioni dall’Azione cattolica.

Luigi Maffezzoli, l’Azione cattolica arriva da un periodo di «tempo sospeso», non solo dovuto al Covid-19. Cos’è successo?

Abbiamo sperimentato negli ultimi anni una crisi di metodo dovuta dall’aver perso di vista, soprattutto nel settore giovani, scopo e identità dell’Azione cattolica.

Come ne siete usciti?

Abbiamo lavorato su due fronti: il primo, quello di uno stretto rapporto con il vescovo che si è preso a carico l’associazione, e il secondo – fondamentale – la richiesta formulata a tutti,laici, amici e aderenti, di accompagnare con la preghiera il tempo che stavamo vivendo.

Il vescovo Lazzeri ha partecipato all’assemblea dell’Azione cattolica. Quali indicazioni sono emerse dal suo intervento?

Fondamentalmente tre: la prima è la richiesta di affrontare il tema della Laudato si’ dal punto di vista del Creatore e non solo del creato. Quindi con l’attenzione a riportare tutto all’origine, come indica il Papa nella stessa enciclica. Le altre due indicazioni di mons. Lazzeri sono riprese dalla sua quinta lettera pastorale: avere attenzione alla dimensione mistagogica, armonizzando tra loro catechesi, liturgia e vita, e soprattutto la creazione di laboratori di speranza sul territorio.

Come pensate di rispondere a quest’ultima richiesta del vescovo?

Sarà il nostro obiettivo principale: creare dei piccoli e umili laboratori di speranza, non per far crescere l’Azione cattolica ma per servire le zone e le reti pastorali che stanno costituendosi in Ticino.

Ora ripartite. Che ruolo svolge nel rilancio dell’Azione cattolica la scelta di aderire alla Rete Laudato si’?

La Rete Laudato si’ riunisce diverse realtà laicali di ispirazione cattolica presenti in Ticino. L’adesione della nostra associazione è motivata dalla forte esigenza a livello diocesano di un lavoro coordinato tra realtà laicali. Ci siamo accorti che è inutile fare, ciascuna realtà per conto proprio, le stesse proposte.

Oltre a ragioni di tipo pratico però c’è il tema dell’ecologia integrale, attorno a cui vi riunite che dice molto di scopo e iniziative…

L’adesione dell’ACT alla Rete è finalizzata alla coscienza che abbiamo assunto come laici in diocesi di Lugano della necessità di portare avanti alcuni temi oggi fondamentali. Il fatto che si chiami «Rete Laudato si’» indica il programma: quello del rispetto della persona umana inserita nell’ambiente, e del rispetto dell’ambiente in relazione alla persona umana. Ogni realtà della Rete sviluppa questo tema secondo le sue priorità. Insieme organizziamo iniziative, come la presentazione di libri o delle conferenze. Sono occasioni per riflettere su quello che ci accomuna.

Uno dei prossimi temi sarà l’iniziativa popolare sulle multinazionali responsabili a cui aderiscono tutte le realtà della Rete Laudato si’.

L’Azione Cattolica, che solitamente non si pronuncia in occasione di votazioni, in questo caso sostiene l’iniziativa in perfetta sintonia con la posizione della Conferenza dei vescovi svizzeri.

Nuovi responsabili associativi

«Un’assemblea per ripartire», è questa l’impressione di Gisella Alves Pires, alla guida del settore giovani di Azione cattolica fino all’assemblea elettiva del 4 ottobre scorso. «I sette giovani che si sono messi a disposizione per guidare da quest’anno il settore – ci spiega – provengono dall’esperienza dei campi giovanili di AC. Lì hanno capito la necessità di ripensare la specificità dell’essere di Ac, che non può limitarsi all’organizzazione di campi, come è avvenuto in questi ultimi anni». Per tutti ci sarà una formazione specifica, iniziata in estate e che continuerà. L’assemblea associativa, salutata anche dai messaggi dei presidenti delle omonime associazioni laicali di Como e Milano, ha rinnovato i responsabili di entrambi i settori: giovani e adultifamiglie. Ecco i nomi: Settore Giovani: Di Petto Filippo di Giubiasco, Fantoni Alessia e Sara di Pregassona, Hess Gabriele di Astano, Marangoni Marta di Lugano-Besso, Norton Nico di Odogno, Votta Tamara di Pregassona. Settore Adulti/Famiglie: Allegri Lara di Claro, Ballabio Gianni di Morbio Inferiore, Brazzola Jonathan di Castel S. Pietro, Ghiazza Roberto e Stefania di Castelrotto, Maffezzoli Luigi di Mendrisio, Scalzi Gabriella di Giubiasco, Stanga Bernasconi Noemi di Taverne e Seitz Giancarlo di Cassina d’Agno.

Cristina Vonzun

12 Ottobre 2020 | 06:15
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