Ticino

«Artefice di un cambiamento»: don Italo lascia il giornalismo

La notizia di questa pagina è una sola: don Italo Molinaro lascia la conduzione della trasmissione RSI Strada Regina per dedicarsi pienamente al suo ministero di prete. Fermi tutti, la precisazione è d’obbligo: Strada Regina va avanti. La nuova programmazione inizierà a settembre 2021. Certo, il cambiamento sarà ben visibile: il pubblico noterà l’assenza di don Italo, il volto storico di una trasmissione nata con lui, ed era il 26 novembre 2005. Ma già allora non c’era solo don Italo, c’erano altri colleghi che negli anni si sono avvicendati. Il lavoro redazionale, quindi è di squadra e ora sarà ancora più di squadra. Ne parliamo con Bruno Boccaletti, produttore delle trasmissioni a carattere religioso alla RSI. Come don Italo, anche Boccaletti è uscito, tanti anni fa, dalla fucina del Giornale del Popolo.

Bruno Boccaletti, in questi anni la televisione è cambiata: e la trasmissione Strada Regina?

Don Italo è stato l’artefice di un grande cambiamento alla RSI: una quindicina di anni fa, con il suo apporto, una rubrica a carattere religioso ha preso il posto della trasmissione delle messe domenicali in tv. È un’avventura che continua ancora oggi e che continuerà anche in futuro. Io sono arrivato nel 2013. Ho potuto dunque vivere gli ultimi otto anni di Strada Regina. Insieme a don Italo e alla redazione abbiamo puntato a migliorare la modalità di produzione, per rendere i servizi più efficaci. Inizialmente, registravamo in uno studio con cameraman. In seguito, abbiamo sviluppato lo studio virtuale con la scenografia utilizzata ancora oggi.

È anche stata rafforzata l’impronta giornalistica, il cui sguardo va al di là dei condizionamenti delle istituzioni cattoliche. È una trasmissione che sa anche criticare, sempre con una modalità dialettica, aperta al dialogo. In ciò il grande merito è di don Italo.

Per me non è stato tanto un sacerdote, quanto piuttosto un giornalista e un collega. E fra giornalisti ci si aiuta, si implementano le idee, i progetti.

Lei con don Italo ha viaggiato nel mondo, non solo per Strada Regina, ma anche per le dirette di grandi eventi, fra avvenimenti internazionali e locali. Come avete gestito quest’eterogeneità?

La realtà della Chiesa cattolica è universale, ma anche locale: questo equilibrio è sempre stato al cuore del progetto di don Italo. Quando sono arrivato sono stato catapultato nelle dimissioni di un Papa e nell’elezione di quello nuovo. La mia collaborazione con don Italo è iniziata così, con il conclave, l’elezione di Francesco, la riflessione precedente sull’addio di Benedetto. Fin da subito abbiamo lavorato a un concetto giornalistico legato ai grandi eventi, per i quali la Chiesa è sempre stata un punto di riferimento. Pensiamo ad esempio alle Giornate Mondiali della Gioventù e al loro impatto mediatico. Con don Italo abbiamo lavorato affinché acquisissero visibilità all’interno di tutto il palinsesto RSI con le dirette, ma anche con collegamenti in altre trasmissioni.

Don Italo è un giornalista che vuole andare a fondo alla notizia, anche su temi scottanti, senza censura e senza limiti. Per me questo è stato molto interessante, perché mi sono ritrovato una persona con le competenze del sacerdote e del giornalista.

Qualche aneddoto in questo vostro viaggiare da giornalisti con il cronometro in mano?

Nel 2016 eravamo a Cracovia per seguire per la RSI la Giornata Mondiale della Gioventù. Il primo agosto ci sarebbe stata la trasmissione televisiva della Santa Messa sul passo del San Gottardo, per la quale io gestivo la produzione e don Italo il commento in diretta. Abbiamo organizzato tutto nei minimi dettagli per fare in modo di rientrare per tempo, dopo l’evento conclusivo della GMG, il 31 luglio in serata. A causa di un temporale siamo rimasti bloccati all’aeroporto di Cracovia per ore, senza potere rientrare. Con un gran giro di telefonate siamo riusciti a trovare soluzioni alternative all’ultimo istante e noi abbiamo seguito l’evento, via social media, come turisti, dalla Polonia.

Don Italo è il volto storico di Strada Regina e una voce della trasmissione radiofonica Chiese in diretta. Ora come si andrà avanti a partire da settembre?

Per noi questa sarà una sfida. Un volto storico come don Italo lega per la sua modalità di porgere le notizie e di scegliere e approfondire le tematiche. Punteremo su un equilibrio fra continuità e discontinuità, con delle novità, ma anche salvaguardando ciò che è stato costruito fino ad ora.

A presentare Strada Regina sarà Francesco Muratori, affiancato in redazione da Gioele Anni e da Mauro Triani.

Sarà l’occasione per rinnovare la linea editoriale di Strada Regina, migliorare – se possibile – l’efficacia e riposizionare la scelta tematica. I servizi ruoteranno di più attorno a storie di persone, mentre in studio commenteremo e approfondiremo. Non cambieranno invece sigla, impianto grafico e studio. Per Chiese in diretta la riflessione è ancora aperta.

Leggi anche: Le parole di stima e gratitudine del Vescovo; il pensiero delle redazioni; la testimonianza di don Italo.

Katia Guerra e Cristina Vonzun

12 Giugno 2021 | 16:36
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