Internazionale

Appello dei vescovi africani per l'Etiopia: «Fermate la guerra in Tigrai». Preoccupazione per la crisi umanitaria

«Abbiamo seguito con profonda preoccupazione il deterioramento della situazione nella regione del Tigrai in Etiopia» afferma, a nome del Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar (SECAM) da lui presieduto, il Cardinale Philippe Nakellentuba Ouédraogo, Arcivescovo di Ouagadougou, in una dichiarazione sul conflitto nella provincia etiopica del Tigrai. Citando fonti della stampa, il Cardinale si dice preoccupato per «la crescente crisi umanitaria e di sicurezza non solo nel Tigrai, ma anche nei vicini Sudan ed Eritrea; diverse persone innocenti sono morte, molte altre sono costrette allo sfollamento.
I Vescovi del SECAM si uniscono all’appello di Papa Francesco per la pace in Etiopia lanciato l’8 e il 27 novembre, e a quello del 9 novembre della Conferenza Episcopale cattolica etiope per la fine delle violenze e per il dialogo pacifico nella regione del Tigrai.

«Ci uniamo a loro – si legge nella dichiarazione inviata a Fides – chiedendo con passione l’immediata deposizione delle armi da parte di tutte le persone coinvolte nel conflitto; che tutte le parti in conflitto risolvano le loro divergenze amichevolmente attraverso il dialogo aperto e in uno spirito di fratellanza, rispetto, comprensione e riconciliazione». «Invitiamo inoltre la Chiesa e le organizzazioni civili e tutte le persone di buona coscienza a fornire ai profughi cibo, acqua e vestiti, in segno di solidarietà con loro». «Cari fratelli e sorelle nella regione del Tigrai, siate certi della nostra vicinanza spirituale a voi in questo momento di crisi e incertezza sul futuro. Mentre continuiamo a pregare per voi, guarda a Dio con speranza; soffre con voi e non vi ha abbandonato. Coraggio!» conclude il messaggio.

Nel frattempo aumenta la preoccupazione delle agenzie umanitarie per le condizioni della popolazione e dei rifugiati nel Tigrai. «La situazione umanitaria è sempre più critica ed è fondamentale che gli operatori umanitari siano in grado di assistere urgentemente le persone» ha detto ai giornalisti a Ginevra il portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) Babar Baloch, dopo che domenica 6 dicembre un team delle Nazioni Unite è stato colpito dalle forze etiopi e brevemente detenuto. «Alcuni membri del personale delle Nazioni Unite sono stati detenuti e alcuni sono stati uccisi», ha detto in una conferenza stampa un portavoce del governo di Addis Abeba affermando che i membri dell’ONU sono stati colpiti per aver cercato di forzare un terzo posto di blocco dopo averni superati due senza fermarsi. 

Al conflitto etiope nella regione del Tigrai sarà dedicato un ampio approfondimento nell’inserto di Catholica di sabato 12 dicembre.

Agenzia Fides/red

10 Dicembre 2020 | 11:45
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