Svizzera

Alcune convergenze tra «Fratelli tutti» e la visione del Consiglio ecumenico delle Chiese

L’enciclica «Fratelli tutti» di papa Francesco analizza il contesto religioso, sociale e politico in cui viviamo, sottolineando alcuni punti nevralgici, tra cui i diritti umani insufficienti, la globalizzazione e il progresso senza una road map condivisa, le forme demagogiche di populismo, la migrazione, la pandemia, l’illusione della comunicazione, la violenza, le guerre e la pena di morte.

Allo stesso tempo, il pontefice cerca di mostrare un modo che potrebbe aiutare a superare queste sfide. Papa Francesco prende come centro della sua argomentazione la parabola del buon samaritano e afferma subito che siamo »analfabeti nell’accompagnare, curare e sostenere i più fragili e deboli delle nostre società sviluppate» (n. 64). Nell’interpretazione di questa parabola, il Papa individua una chiave importante che ci tocca socialmente e politicamente, ovvero la virtù cristiana dell’amore. Pensando, lavorando e agendo, nel coltivare questa virtù intesa come pietra angolare della nostra convivenza, le persone possono costruire relazioni che vanno oltre le reti associative fino a una solidarietà che trova concreta espressione nel servizio. Soltanto attraverso una conversione personale, si possono condividere i doni realizzando uno spirito di koinonia (comunione). Con questa visione, ci rendiamo conto di condividere la stessa identità di esseri umani che costruiscono insieme una grande famiglia umana, che è in grado di conciliare il «sapore locale» con un «orizzonte universale», come sottolinea papa Francesco. La fratellanza e l’amicizia sociale sono le forme di relazioni pacifiche tra le persone ispirate dalla virtù dell’amore. La fratellanza deve trascendere i confini della famiglia biologica creando un’espressione universale di philia.

L’enciclica mostra importanti convergenze con le diverse aree di lavoro del Consiglio ecumenico delle Chiese e una grande concordanza con la sua visione. Il tema dell’11.a Assemblea del CEC, che si terrà nel 2022 a Karlsruhe, in Germania, è «L’amore di Cristo muove il mondo verso la riconciliazione e l’unità». Nel nostro mondo, dominato da forze di divisione e interessi individuali, il tema dell’Assemblea è un’affermazione di fede secondo cui l’amore di Cristo trasforma il mondo nella forza vivificante dello Spirito Santo. Contro i poteri della distruzione e del peccato, il tema dell’Assemblea afferma che l’amore di Cristo compassionevole, crocifisso e risorto è al cuore di questo mondo. Non si tratta solo dell’amore di Cristo per noi, ma allo stesso tempo del nostro amore per Lui e gli uni per gli altri. L’amore è una scuola per entrare sempre di più nel modello dell’amore perfetto, che è il Dio Uno e Trino. L’amore non è qualcosa che scegliamo, ma qualcosa che ci ha scelti per primo e che ci sceglie sempre di nuovo. Facendo spazio all’amore divino che opera dentro e attraverso di noi, scopriamo il modo in cui siamo chiamati a vivere la nostra cittadinanza. L’amore di Dio reso visibile in Cristo non solo cambia la nostra prospettiva su tutte le nostre relazioni e allarga l’orizzonte della nostra interconnessione, ma ci consente anche di lavorare per la giustizia sociale e di condannare ogni azione che colpisce la dignità di ogni essere umano. È un appello radicale a tutti i cristiani a cercare modi di adoperarsi per la pace e la riconciliazione con persone di altre fedi e con tutte quelle di buona volontà. È un appello affinché l’unità visibile della Chiesa diventi un segno profetico e un assaggio della riconciliazione di questo mondo con Dio e dell’unità dell’umanità e di tutta la creazione.

L’enciclica ha anche un grande potenziale interreligioso. Papa Francesco ricorda più volte il grande risultato ottenuto attraverso il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune co-firmato insieme al grande imam Ahmad Al-Tayyeb nel 2019 ad Abu Dhabi. Nel suo recente incontro a Bossey, il Comitato superiore della fratellanza umana, in cui il CEC è
rappresentato attraverso il suo segretario generale, ha riflettuto allo stesso modo su come promuovere una sola umanità, unità e fraternità.

Padre Ioan Sauca,
ortodosso, segretario generale ad interim del Consiglio ecumenico delle Chiese a Ginevra

padre Sauca
29 Ottobre 2020 | 09:11
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