Ticino

Al Carmelo di Locarno-Monti una conferenza sulla lezione d'amore di S. Teresina

Edith Stein, Hans Urs von Balthasar, Ada Negri, Claudel, Bernanos: sono tantissimi gli scrittori, i filosofi, i teologi che nel tempo hanno guardato al magistero spirituale di S. Teresa di Lisieux. Sabato scorso, al Carmelo di Locarno-Monti, con padre Fabio Silvestri OCD, si è parlato di come S. Teresina, la «piccola» Teresa, possa insegnarci, in particolare, ad «abitare» l’amore. Padre Fabio parte da una costatazione attuale: sempre meno persone appartengono a una religione in Svizzera. Fino agli anni Ottanta, più del 90% della popolazione apparteneva a una delle due religioni nazionali principali, cattolica o protestante. Oggigiorno questa cifra ha visto una diminuzione di ben il 60%. «Davanti a questi dati – indica – dobbiamo sentirci portatori di un dono che ci chiede di offrire tutto, anche per chi la fede la sta perdendo». In particolare, S. Teresina ci invita a porci una domanda: in che modo stiamo abitando l’amore che abbiamo ricevuto? Nella nostra vocazione, qualunque essa sia, quanto amore ci stiamo mettendo? Qual è il mio modo di «abitare» questa vita? Quale casa rappresentiamo per le persone che ci circondano? Che sicurezze, che speranze dono alla comunità in cui sono inserito?» Domande che hanno delle radici «eucaristiche»: «L’eucaristia è presenza di una vita donata. Dobbiamo essere imitatori di ciò che celebriamo. Devo saper mettere al centro il dono di me a te, devo essere conscio che non ho solo dei diritti da difendere, ma anche dei doni da distribuire e una comunione a cui dare inizio».

La Chiesa domestica

Ma per rispondere a queste essenziali domande e capire come stiamo vivendo oggi la nostra fede, «dobbiamo tornare con la nostra memoria alla casa che ci ha cresciuto». La santità eccezionale di S. Teresa si sviluppa infatti nel contesto di una «famiglia santa», che ridà a santità e amore una dimensione famigliare. In questo modo, la Chiesa è resa famigliare come se fosse una casa, e la casa al contempo è resa immagine della Chiesa. Per questo l’educazione famigliare è di fondamentale importanza per capire come il Mistero educhi il nostro cuore. La famiglia ci insegna come essere interi davanti all’amore. L’educazione di Teresina inizia dal momento della sua nascita: i suoi genitori la educano ai sacramenti, a tal punto da farle esclamare: «Quante anime arriverebbero alla santità se fossero subito educate!». Ogni volta, per Teresina, ricevere Gesù è una «provocazione» e così dev’essere anche per noi: in che modo cambia il nostro rapporto con gli altri, come cambia la nostra disponibilità al perdono, al dono del tempo quando ricevo questo sacramento dell’amore?

Il carisma carmelitano

Teresina ritrova questi valori nel carisma carmelitano, che esprime i nuclei più sacri della persona umana e le sue relazioni; esso ci insegna ad «essere figlio in una famiglia», indicandoci delle verità per questo tempo che stiamo vivendo. Il carisma carmelitano, dono dello Spirito Santo, ci insegna cioè a «guardare al mistero inesauribile di Cristo da un particolare punto di vista». Ma qual è questa prospettiva? «Il Carmelo e la sua spiritualità – rivela padre Fabio – ci indicano il modo con cui è fatto il cuore dell’uomo; come il cuore dell’uomo sta in relazione con il cuore di Dio. La dignità di ogni essere umano, infatti, sta nell’avere come proprio interlocutore il Creatore. Il Carmelo guarda a questo, alla persona con il suo Mistero». Non è infatti una coincidenza che i mistici carmelitani parlino di «matrimonio» o «fidanzamento» ma anche di «infanzia» spirituale: è un tratto del Carmelo quello di dire qualcosa di profondo su origine, natura, destino dell’amore.

«L’idea di una Chiesa famigliare», conclude padre Fabio, «ci chiede di prendere atto che la fede non è un residuo, siamo nel centro di un disegno grande, la responsabilità di chi manca all’appello è nostra. Il luogo dove incomincia la trasformazione è il cuore: è lì che incominciamo ad «abitare» l’amore, proprio come in una casa. Ed è urgente che questo amore venga restituito».

L.Q.

11 Novembre 2019 | 13:16
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