Internazionale

Acrivescovo di Damasco: «Sicurezza migliorata, il Natale porti la pace in Siria»

Altri 600 profughi siriani sono stati trasferiti dalle autorità turche nel nord-est della Siria. La zona è stata al centro nel mese di ottobre dell’operazione militare di Ankara contro le milizie curde, seguita da un’intesa sullo stop ai bombardamenti negoziata da Stati Uniti e Russia. E ora è sotto il controllo di Ankara e dei ribelli che sostengono la Turchia.

I rientri dalla Turchia

Diverse ong hanno accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha sempre parlato di rientri «volontari» da parte dei profughi siriani riparati in Turchia, di puntare a creare una zona di sicurezza nell’area frontaliera e di procedere a rimpatri forzati. Ieri Human Rights Watch ha denunciato «esecuzioni sommarie» ed «espropriazioni» effettuate proprio nella zona controllata dai turchi.

La Siria nord-occidentale

Raid aerei russi e governativi siriani sono stati intanto segnalati ad inizio settimana nella Siria nord-occidentale, in un territorio fuori dal controllo delle autorità di Damasco e dove operano miliziani anti-regime, tra cui affiliati a gruppi qaidisti.

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29 Novembre 2019 | 13:13
damasco (7), natale (128), siria (172)
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