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A due anni dal viaggio del Papa in Egitto i frutti del dialogo

06.12.2018, 18:31 / redazionecatt

Due anni fa il viaggio di Papa Francesco al Cairo e l’incontro con il Grand Imam di al-Azhar Ahmad Muhammad al-Tayyib. Da allora, gli abbracci e le udienze si sono moltiplicati ma sul campo ci sono loro, i domenicani dell’Ideo, a tessere ogni giorno il delicato filo del dialogo e dei rapporti con al-Azhar, la più grande università musulmana al mondo.

Le cifre sterminate del sapere diffuso da Al Azhar

300mila studenti, 17mila stranieri, oltre 70 facoltà (per donne e uomini, separate), 6 facoltà teologiche al Cairo, una ventina in tutto l’Egitto. Sono i numeri dell’Università al-Azhar. Una struttura sterminata e complessa, abitata da salafisti, fratelli musulmani, sufi e liberali (non praticanti). Nelle sue scuole primarie e secondarie sparse in tutto il Paese, al-Azhar può contare su un bacino di 2 milioni di studenti e 10mila istituti. Non sono madras, né scuole coraniche ma luoghi di studio dove l’insegnamento è religioso, classico e soprattutto gratuito. È qui, in questo mondo sconfinato, che nell’aprile del 2017 Papa Francesco ha bussato alla porta. Da allora le relazioni tra la Santa Sede e al-Azhar sono riprese dopo anni di gelo e chiusura. Sono seguiti incontri anche a Roma tra il Papa e il Grand Imam Ahmad Muhammad al-Tayyib. E a tessere le fila di questo delicatissimo dialogo, al Cairo, sono i frati domenicani con l’Istituto domenicano di studi orientali (Ideo). Il cuore pulsante del centro è una biblioteca immensa, moderna e curata. Un vero e proprio gioiello di cultura e storia, araba e musulmana, dove sono custoditi 150mila volumi e 1.800 titoli di riviste specialistiche. A dirigerlo è fr. Jean Druel. L’agenzia sir è andata a trovarlo.

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