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Voci dalle Dolomiti


VOLIAMO ALTO!

Questo il titolo assegnato alla settimana sulle Dolomiti per sciatori e non proposta dalla Pastorale Giovanile diocesana. È il secondo anno di positiva e spirituale esperienza che i giovani che si sono messi in gioco sulle alte vette hanno potuto sperimentare.

Il titolo è volutamente anche metaforico. Non solo abbiamo raggiunto i 3000 m pernottando pure in un rifugio quasi sul tetto delle Dolomiti, ma i ragazzi sono stati spinti anche … più su!

Ascoltiamone alcuni: 

La vita è una questione di incroci….Chi sono io e come mi vedono gli altri?

Sono state le domande che ci hanno accompagnato tutta la giornata, ci siamo confrontati l’uno all’altro, il nostro essere unico e originale.

Alla mattina del martedì 13 febbraio l’attività divertente è stata slittare sulle nevi di Canazei, questi 2km di discesa si sono trasformati in cadute e risate ma anche un bel momento di condivisione. Al pomeriggio, dopo aver digerito un bel pranzetto in un ristorante tipico, ci siamo recati al centro acquatico dove la parola d’ordine è stata RELAX.

La serata, per noi maschietti, in un bar a vedere la partita della Juve gustando una bevanda alcolica ma non per tutti, mentre le ragazze sono rimaste in hotel a giocare con giochi di società.

È stata una giornata molto intensa, l’unica della giornata in cui il gruppo è stato unito per tutto il giorno, sciatori e non, dove abbiamo potuto conoscerci meglio e riflettere grazie al percorso spirituale proposto sulla nostra personalità all’interno del gruppo, per poi intraprendere un cammino personale scegliendo la strada migliore. (Samuele, Prosito, 20 anni)

Giovedì

Questa mattina, leggendo il sussidio, ci siamo trovati ad affrontare due grandi argomenti: la vocazione e la santità. Questi sono molto legati in quanto ogni persona è chiamata ad un particolare cammino, ogni persona è chiamata a seguire, o meglio ad essere, la propria vocazione (in base ai propri talenti e ai propri limiti) ed è proprio nella nostra vita quotidiana che ognuno di noi è chiamato ad essere santo, vivendo con amore e testimoniando la propria fede.

È stato molto bello il momento di solitudine che ci siamo presi dopo la lettura del sussidio in cui siamo stati invitati a riflettere in maniera più approfondita sulla nostra vocazione (Ivan, 29 anni, Bellinzona).

Dolomiti – venerdì 16.02.2018

Oggi è il nostro ultimo giorno sulle Dolomiti, come il resto della settimana iniziamo la giornata con un momento di riflessione in cui leggiamo una parte del sussidio che ci ha accompagnati in questa esperienza. Questa mattina ci siamo soffermati in modo particolare sull’importanza che la Parola di Dio ha nella nostra vita, essa infatti, se interpellata, funge da “navigatore” per la nostra vita mostrandoci la via da seguire, ovvero Gesù.

Oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare e passare la giornata con Klaus, un ragazzo che vive a in val di Fassa che, oltre ad averci ispirati come sciatore, ci ha anche fatto riflettere attraverso il racconto di alcune sue esperienze sul fatto che la fede non viene trasmessa unicamente dai genitori o dalla cultura nella quale si cresce: la fede è un incontro personale con Gesù. Ancora una volta ritorna il tema della SCELTA che ci ha accompagnati in questi giorni; ogni cristiano ogni giorno deve scegliere di mettersi in cammino, deve scegliere di vivere la sua vita come ci indica la Parola di Dio.

Celebrando proprio nel rifugio a 3000 m la Messa del mercoledì delle Ceneri, ecco come ha risposto sempre Chiara ad una mia domanda:

Qual è il momento della celebrazione eucaristica che più ti colpisce?

Credo che il momento che mi colpisce maggiormente sia la consacrazione del pane e del vino. Ho scelto questo perché, oltre ad essere uno dei momenti più importanti, è quello che trovo più difficile da comprendere fino in fondo. Per me, credere che durante al consacrazione Dio si faccia di nuovo carne per noi risulta essere più difficile di quanto vorrei ammettere, tuttavia, nonostante i miei limiti, sento che quel momento ha un’intensità, una profondità che mi affascina e mi fa sempre riflettere.  (Chiara, 21 anni, Bellinzona)

Don Rolando Leo

Sono nato il 14 giugno del 1969. Dopo gli studi liceali, fra il 1990 e il 2002, ho studiato geografia a Ginevra (mezza-licenza), poi lettere e filosofia a Friborgo (licenza) e teologia a Lugano (licenza). Ho conseguito un minimaster a Roma (UPS) in Teologia pastorale giovanile.

Sono presbitero dal 21 maggio del 2005. Dopo aver prestato servizio presso il liceo diocesano a Lucino per due anni come assistente prefetto per gli studenti interni, nel 2003 sono stato trasferito a Gordola da accolito per la pastorale giovanile parrocchiale, vicariale e per l’insegnamento nella scuola media. Frattanto, oltre che collaboratore e vicario, ero docente al liceo di Bellinzona.

Nel 2006 sono stato trasferito a Bellinzona, con il compito di collaboratore parrocchiale per la parrocchia delle Collegiata e docente in città in diversi ordini di scuola.

Ora invece sono docente e assistente spirituale presso il Collegio Papio di Ascona dove sono residente e docente presso il liceo cantonale di Savosa.

I miei incarichi diocesani sono come  assistente diocesano di pastorale giovanile, attivo in diverse commissioni scolastiche e dal 2008 direttore dell’Ufficio Insegnamento Religioso Scolastico. Sono anche presidente della CLCCT (comunità di lavoro delle chiese cristiane in Ticino) e membro del Forum Svizzero per il Dialogo interreligioso ed Interculturale.

La mia gioia è il lavoro con i giovani in vari ambiti.

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