Cristina Vonzun

Una realtà che esiste nonostante le teorie del complotto via chat

La realtà esiste nonostante le teorie del complotto che arrivano in chat

Pace per facebook, instagram, youtube ma quando certi messaggi inneggianti al mondo dei complotti segreti, «i poteri occulti che governano il mondo grazie ad una psico-pandemia» e i suoi alleati «cattivi» che sarebbero i vaccini, con la libertà personale che verrebbe costantemente messa sotto assedio da trame internazionali, cominciano ad arrivare sul telefonino, allora significa che c’è una cultura di disinformazione che preoccupa perché mostra di essere diffusa e per certi versi efficace.  L’altro giorno (ma non era la prima volta) mi è arrivato un video di un noto esponente di questa campagna che così metteva in guardia il genere umano, nella fattispecie la povera sottoscritta nel suo telefonino: «In tutte la parti del mondo in cui vige la psico-pandemia il popolo scende nelle piazze a manifesta il proprio dissenso. I media di regime, quindi praticamente tutti, tacciono sistematicamente. Quello che possiamo vedere è che ci stiamo svegliando, ci hanno ingannato per quasi due anni dicendoci che si moriva di Covid per farci accettare mascherine, coprifuoco e lockdown». Il videomessaggio gira da tempo nella rete, ogni tanto l’autore lo ritocca, adesso arriva nelle chat. L’avevo ricevuto 10 giorni prima in una versione trascritta: al posto della firma dell’autore c’erano dei quadrifogli, frutto di un qualche copia-incolla casalingo. Questo è un esempio, l’ultimo della serie. Altri messaggi di questo tipo sono spesso conditi da contenuti parareligiosi inneggianti a imprecisate simbologie dai toni apocalittici, frutto sovente di un «complotto del sistema delle élite per avvantaggiare l’arrivo” addirittura «dell’anticristo«. Diciamo che sono cose che la storia ha già visto in altre epoche (vedi i millenarismi). Oggi però il pensiero va alle corsie degli ospedali e alle stanze delle Case anziani dove si è lottato e ancora si lotta tra la vita e la morte, alle bare allineate a Bergamo nel triste inverno 2020, alle persone di casa, anche giovani, che sono finite in ospedale, qualcuno per mesi e non per giorni, a seguito di complicanze gravi da Covid-19. Va ad un mio parente, neppure 50enne, che durante la prima ondata è andato in cure intense, papà di famiglia. Vedeva la gente morire a destra e sinistra del proprio letto tanto da affidare via whatsapp i suoi bambini al nonno. Fosse una «psico-pandemia«, fossero – come dicono questi «autorevoli» messaggi ” – «un inganno le morti per Covid». Il pensiero va ai genitori di un mio amico, morti entrambi in una settimana, tutti e due di Covid-19, ben prima che arrivassero i vaccini. Ecco la realtà ed ecco l’idea, ecco come dice un vecchio e saggio papa che «la realtà è sempre più grande dell’idea». La realtà è quella descritta da chi il Covid-19 lo ha vissuto, da chi ci è passato, il resto sono meno di idee, non sono neppure teorie scientifiche dato -oltretutto – che la maggioranza degli scienziati è per i vaccini. Nella migliore delle ipotesi – come ha fatto notare uno psichiatra – questi messaggi sono la negazione nel nome della propria paura di quella che appunto è la realtà. Sì, forse negare il Covid-19, i suoi morti, cercare simbologie immaginarie e complotti non è altro che l’ultimo escamotage della mente impaurita per negare la realtà. Ma non è cedendo alle proprie paure e infilando la testa sotto la sabbia che si risolvono i problemi.

Un ragazzo mentre effettua il tampone per il Covid-19.
15 Novembre 2021 | 18:24
covid-19 (123), pandemia (63)
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