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Una porta… diversa!


di Don Emanuele di Marco
Durante le nostre giornate attraversiamo molte porte, di vario tipo: di casa, della scuola, dell’autosilo o dell’ufficio, del vagone ferroviario o dell’automobile. Sono innumerevoli e di vario tipo, ma tra tutte queste porte c’è qualcosa di comune che ritroviamo quando le “passiamo”. C’è infatti, con il passaggio attraverso una porta, un cambiamento: da un luogo all’altro, da una situazione ad un’altra, da un edificio all’esterno. La porta diventa quindi luogo di passaggio e di mutamento.
Tra le varie porte ce n’è una che, proprio per la sua particolarità, è chiamata “porta santa”. È un elemento essenziale della celebrazione del Giubileo, e tocca le sfere della Chiesa universale quanto della spiritualità personale. Per capirne il senso bisogna riferirsi alle parole di Gesù stesso: “In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Gv 10, 7-9).
Lui stesso si definisce la porta che salva, protegge, guida. Gesù, per spiegare degli aspetti della fede non sempre evidenti rispetto alla nostra esperienza umana (vita eterna, fine dei tempi, misericordia,…) usa un linguaggio parabolico o narrativo, che consente – attraverso esempi tratti dalla nostra vita quotidiana – di cogliere contributi significativi per la nostra vita. La porta diviene quindi segno di accoglienza, comprensione, solidarietà e consolazione.
Una porta per tutti: non ci sono metal detector, chiavi o codici di sicurezza: la porta santa è una per tutti, non ci sono accessi privilegiati. È la chiamata alla conversione che porta alla santità. Essa rappresenta simbolicamente il desiderio di recuperare il progetto di Dio sulla propria vita. Passarci attraverso è quindi momento significativi perché spinge ad un profondo ripensamento della propria quotidianità.

Don Emanuele di Marco

Nato a Lugano nel 1982, dopo la maturità cantonale ha ottenuto il Bachelor of Arts in Primary Education e la Licenza di docente nella Scuola primaria (ASP – Locarno 2005); ha conseguito inoltre il Baccellierato in Teologia (2010) e la Licenza in Teologia Dogmatica (2011) presso la FTL. Nel 2014 ha acquisito il titolo di Dottore in Teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense, Città del Vaticano. Nel medesimo anno si è diplomato formatore presso l’Istituto San Pietro Favre della Pontificia Università Gregoriana, Roma. Nel 2015 la sua tesi di dottorato è stata premiata dalla Fondazione Aenania a Monaco di Baviera con il Pelkhovenpreis 2015.

Ordinato presbitero della Diocesi di Lugano nel 2011, è stato vice cappellano della Guardia Svizzera Pontificia in Vaticano dal 2011 al 2014. Attualmente è Vicario Parrocchiale della Cattedrale di Lugano, Direttore dell’Oratorio di Lugano, Cappellano della Protezione Civile di Lugano, Assistente dell'Azione Cattolica Ragazzi, Professore incaricato presso la Facoltà di Teologia di Lugano, dal 1 settembre 2017 è Cerimoniere Vescovile e Direttore dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Lugano.

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