Suor Sandra Künzli

Un posto speciale, preparato per noi

Molte volte, ci lamentiamo per quello che ci accade di negativo o per il male che c’è nel mondo e intorno a noi. Secondo Papa Francesco, oggi in generale non si pensa abbastanza all’eternità e se ne parla poco, presentandola magari come qualcosa di noioso, per cui non ci si sente attratti. Quando scocca per noi l’ora della prova, dovremmo alzare il capo e riflettere di più sulla gioia che ci attende in Cielo, come afferma San Paolo: «Le sofferenze del momento presente, non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi» (Rm 8,18). Pensare al posto speciale che Dio ha riservato per ciascuno di noi in paradiso, dovrebbe riempire il nostro cuore di letizia. Scriveva Santa Faustina Kowalska nel suo Diario: «Dio mi ha fatto conoscere la grandezza del mio destino, cioè la vicinanza di Dio che non mi verrà tolta nei secoli dei secoli». Dovremmo ringraziare senza fine il Signore per averci preparato un futuro meraviglioso nel suo Cielo!
Sentiamo ancora cosa ci dice a proposito S. Faustina: «Il Signore mi ha fatto conoscere la gioia del paradiso e dei santi che gioiscono per il nostro arrivo. Amano Dio come l’unico oggetto del loro amore, ma amano anche noi teneramente e sinceramente…Su tutti scende la gioia del volto di Dio poiché lo vedono faccia a faccia. Quel volto è così dolce che l’anima cade continuamente in estasi».
Così leggiamo nell’ Imitazione di Cristo: «Oh, se tu vedessi le corone eterne dei santi in Cielo! Di quanta gloria rifulgono ora coloro che un tempo in questo mondo erano ritenuti disprezzabili!… Certo, ti umilieresti subito fino a terra e preferiresti stare sottomesso a tutti, piuttosto che essere superiore ad uno solo».

Alla preghiera dell’Angelus nel novembre del 2013 così sottolineava Papa Francesco: »In Gesù Dio ci dona la vita eterna, la dona a tutti, e tutti grazie a Lui hanno la speranza di una vita ancora più vera di questa. La vita che Dio ci prepara non è un semplice abbellimento di quella attuale: essa supera la nostra immaginazione, perché Dio ci stupisce continuamente con il suo amore e con la sua misericordia».
Il racconto che riassumo è narrato da Bruno Ferrero.
Un monaco viveva da tanti anni nel suo convento, ma aveva un pensiero fisso: «Non ci annoieremo a lodare il Signore per tutta l’eternità?». Un giorno il monaco si recò nel bosco e si sedette ai piedi di un albero. Poco dopo sentì un usignolo cantare e la sua melodia era talmente armoniosa che il monaco perdette la cognizione del tempo. Improvvisamente si accorse che stava diventando buio e decise di tornare al suo convento, ma trovò tutto cambiato: il padre portinaio, il giardino, … e non si raccapezzò più. Chiese di vedere il Padre abate che pure non era più lo stesso e gli raccontò l’accaduto. L’abate si ricordò che cinquanta anni prima un monaco era uscito dal convento e non era più tornato. Il nome coincideva col suo. Non poteva essere che lui!
Così il monaco capì che quando si vive qualcosa di veramente bello, il tempo passa e non te ne accorgi. Che cosa faremo per tutta l’eternità? Ci viene in aiuto S. Agostino: «Vedremo, ameremo, loderemo. Non verrà meno la nostra visione, non finirà il nostro amore, non tacerà la nostra lode. Ora l’amore canta e anche allora canterà; ma ora canta l’amore inappagato, allora canterà l’amore che gode». Nel Vangelo di Giovanni al discorso di addio Gesù afferma: «Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.» (Gv 17,24). Nell’eternità non ci stancheremo di contemplare la bellezza del volto di Dio.


1 Novembre 2019 | 06:24
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