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Spera


Depressi, malinconici, stressati, tristi, e disperati. Ogni giorno ne incontro almeno uno. Ma insomma, sembra proprio che ci siano tante persone non contente di questo mondo. Non amano la loro vita e non fanno altro che lamentarsi. Per loro non va mai bene niente e vedono solo buio. E tu come ti senti? Soccombi al grigiore di giorni vuoti, o sei il capitano della tua anima? Vivi o vivacchi? Hai fiducia in te stesso e nella vita? Di fronte alle difficoltà e alle sofferenze come reagisci? Credo che un po’ tutti dobbiamo darci una bella scossa, una svegliata. Potremmo iniziare col farci una doccia fredda? Oppure, forse ci vuole un fuoco che riaccenda in noi la voglia di affrontare la vita con slancio. L’ultima volta l’imperativo che ti ho lasciato era: “incoraggia” te stesso e gli altri. Oggi ti invito a fare un altro passo in avanti. “Spera”. Alza il tuo sguardo verso un orizzonte più ampio, quello del cielo. Non essere ripiegato su te stesso, rivolto verso il tuo ombelico. Guarda in alto e spera nell’aiuto di chi ti ha donato la vita. Conosci la famosa storia delle quattro candele, quelle della pace, della fede, dell’amore e della speranza? Quando le prime tre si lasciano spegnere perché gli uomini non vivono secondo i loro valori, la quarta è disposta a riaccenderle, perché la speranza non muore mai. Non lasciare morire la speranza dentro di te. Spera nel Signore e sii felice e vedrai che Egli compirà la sua opera per te. Iddio ci ha messo nelle mani un mondo meraviglioso da custodire e da trasformare col nostro amore. Certo, non sempre tutto va come vorremmo. Anche noi facciamo fatica a realizzare i nostri sogni e a migliorare noi stessi. Però, a chi spera nel Signore, tutto diventa più semplice, perché non confida nei propri mezzi, ma nell’aiuto di Dio. La speranza inoltre ci proietta verso la vita senza fine. Una vita piena, che possiamo godere sin d’ora qui su questa terrà e che sarà poi di una bellezza infinita quando saremo nell’aldilà, al cospetto di Dio. Spero per me, per te, per tutti gli uomini che ci hanno preceduto e che verranno in un destino: la vita eterna. Con questa speranza, anche la vita terrena acquista un altro gusto. Non abbiamo qui una dimora permanente, ma siamo figli di Dio. Nati sulla terra con destinazione Cielo. Nostro Padre ci attende nella sua casa, dove faremo festa per sempre. Che te ne pare? Spera in lui e avrai le ali.

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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