La naufraga Josephine (foto agenziasir)
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La naufraga Josephine (foto agenziasir)

Social e cyberbulli: occhio all'effetto boomerang


Sono rimasta incredula ieri sera scoprendo la polemica nei social per il presunto smalto  sulle unghie della povera Josephine, la naufraga camerunese ripescata sfinita dopo 48 ore in mare trascorse attaccata ad un legno. Poi si è scoperto che lo smalto sulle sue unghie è stato messo delle volontarie che con premura femminile oltre ad averla accolta, grazie a quel gesto hanno cercato di restituirle una briciola di quella dignità che ben altri personaggi hanno fatto di tutto per strapparle. Con orrore ho appreso la cattiveria nei social verso quell’immagine di smalto, subito giudicata a priori. Quello della rete e dei social in particolare diventa ogni giorno di più un luogo dove le persone scatenano le loro paure e i loro atteggiamenti estremisti con una facilità sorprendente e soprattutto a grande velocità, senza verificare le notizie. Di fatto questo è noto: la rete può essere -in positivo- un luogo di connessioni virtuose, capaci in poche ore di raccogliere aiuti per qualsiasi causa, ma pure un luogo dove le emozioni vengono espresse in modo completamente incontrollato con quella lucida aggressività che nei rapporti faccia a faccia -grazie a Dio- viene tenuta ancora a bada.  Ma attenzione che i media  non sono strumenti usa e getta, mezzi che dominiamo a piacere. Tanti studi documentano il contrario:  diventano parte della nostra vita, modificando, come è sempre stato nella storia, i nostri comportamenti. È così da quando l’uomo ha cominciato ad esprimersi, dai graffiti in poi. Il circolo può essere “virtuoso” o “vizioso”. Lo sviluppo della tecnologia a scapito dell’incontro faccia a faccia, ha creato e crea sempre di più delle dinamiche aggressive da cyberbullismo che portano a una più facile e soprattutto veloce offesa. Le persone che sovente sono parte dei cyberbulli va detto che spesso non verificano le fonti e fanno girare nel web delle notizie estremiste e negative. Resterà tutto recintato nel virtuale? A dire il vero, tanti studi lo sostengono, i comportamenti umani sono intrinsecamente legati allo sviluppo dei media. Quindi stiamo attenti a non giocare troppo ai cyberbulli, consapevolmente o inconsapevolmente che sia perché perdiamo dignità in rete ma siamo pure fautori di un triste effetto boomerang che a medio e lungo termine -nel caso di comportamenti viziosi- proietta la sua ombra nefasta sulle nostre società, modificando il nostro modo di essere, pensare ed agire.

Cristina Vonzun

Cristina Vonzun, giornalista, sono alla guida del Centro Cattolico Media di Lugano e di catt.ch. Ha scritto per il Giornale del Popolo.

In questo blog “crismountain” troverete i miei post su temi di attualità, ecclesiali, sportivi e culturali.

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