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"Sì" al servizio pubblico


Avere espresso il 4 marzo un chiaro sostegno popolare al servizio pubblico e alla spazio di dialogo democratico che questo strumento consente grazie ai media radiotelevisivi è stato un voto a sostegno della democrazia, dell’unità nella diversità del nostro paese e dello spazio che deve essere garantito alle minoranze. L’importanza dello spazio pubblico e del servizio che lo garantisce era stato sottolineato anche dalle Chiese cristiane in Svizzera (vedi link sotto) nel corso del dibattito verso il voto con delle prese di posizione pubbliche, a partire da quella espressa a dicembre 2017 dai vescovi svizzeri. La qualità del dibattito è via via cresciuta in questi mesi e dai toni più emotivi degli inizi ha raggiunto, grazie all’impegno di molti, una maggiore maturità. Cosa resterà delle discussioni di questi mesi? Sicuramente gli scenari aperti non mancano. Si parla di evoluzione tecnica verso il web, di risparmi comunque da affrontare e di altro ancora.  L’opportunità che viene ora data al servizio pubblico è quello di produrre un giornalismo ancor più di alta qualità con l’augurio che i valori condivisi dalla nostra tradizione e cultura, i valori storici di quel popolo che ha espresso un sì significativo ad un strumento che dovrebbe sostenere i fondamenti del nostro essere svizzeri, vengano favoriti ancora di più dall’impegno per una informazione di qualità.  

Per approfondimenti vedi:

Vescovi svizzeri contro No Billag

Giustizia e Pace

Chiese evangeliche svizzere

Cristina Vonzun

Cristina Vonzun, giornalista, sono alla guida del Centro Cattolico Media di Lugano e di catt.ch. Scrivo per il Giornale del Popolo.

In questo blog “crismountain” troverete i miei post su temi di attualità, ecclesiali, sportivi e culturali.

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