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San Nicolao della Flüe raccontato ai bambini


di Laura Quadri

Ci sono storie intramontabili, che si vorrebbero sentir raccontare ancora e ancora, perché ci danno un senso di sollievo impagabile: ci danno speranza. Nel 2017 cade il 600° anniversario della nascita di Niklaus von Flüe, conosciuto in italiano con il nome di Nicolao della Flüe. San Nicolao non è celebre solo per la sua vita da eremita, ma soprattutto per il fondamentale influsso che ha avuto sulle sorti della giovane Confederazione, terreno di battaglie e contese sociali. Proprio per questo San Nicolao è diventato il santo patrono della Svizzera, festeggiato il 21 marzo. Ma come raccontare tutto questo a dei bambini? Ci ha pensato Mariann Wenger-Schneiter con “San Nicolao – La meravigliosa storia del santo della Flüe”, fumetto edito di recente nella versione italiana da Armando Dadò. La pubblicazione ha il grande merito di presentare la storia del santo con chiarezza, liberandola da quei cliché che col tempo si sono sedimentati attorno alla sua persona, rendendola forse troppo mitica. Mariann Wenger-Schneiter si attiene invece alla realtà dei fatti, senza dimenticare la giovane età dei suoi destinatari. Tutto inizia a Sachseln nel 1417: Nicolao trascorre un’infanzia felice nella sua famiglia di contadini, prestandosi ai lavori più umili, perché non si possa dire che se ne stia con le mani in mano. Il fumetto mostra i famigliari indaffarati nella raccolta delle mele, del fieno, nella cura degli animali: un clima genuino, che tiene l’animo di Nicolao a contatto con la natura. Guardando le nuvole in cielo e pensando alla propria famiglia, egli fa i primi pensieri sulla sacra famiglia di Nazareth…I giovani lettori del fumetto sono così invitati a fare altrettanto: amare la natura che li circonda per incontrare Dio, un messaggio molto positivo. Crescendo il ragazzo accompagna il padre all’alpe e ne approfitta per appartarsi a meditare. È allora che vede sorgere una torre dove più tardi costruirà la sua cappella. Ma alcuni anni dopo l’idillio finisce: Nicolao deve lasciare il bastone da pastore per impugnare l’alabarda. Sul campo di battaglia egli prega per i caduti. In queste vicissitudini il racconto si fa più movimentato e diverse volte il lettore è portato a temere per la vita stessa di Nicolao; è la dura realtà della guerra, che molte persone nel mondo continuano a conoscere anche oggi e che i bambini vedono essere vissuta anche dal loro santo patrono. Fortunatamente, tornato dalla guerra sano e salvo, conosce a una sagra popolare Dorotea Wyss, di cui si innamora; nel 1447 si sposano. Per Nicolao inizia così la vita di famiglia, che egli vive con pieno coinvolgimento, pur rimanendo l’uomo di preghiera che è sempre stato: quando tutti dormono, si riunisce davanti alla stufa per pregare, dando un esempio importante ai figli. Inizia poi un secondo periodo di guerre, in cui i combattenti vorrebbero addirittura saccheggiare il monastero di Katharinental. Nicolao, uomo saggio e intraprendente, nonché capitano delle truppe, si oppone e salva le monache. Quando la guerra finisce ritorna in famiglia, ma ora ci sono altre prove ad attenderlo… Presto si manifestano a Nicolao delle visioni straordinarie, che gli fanno sentire Dio ancora più vicino. Intanto è chiamato in tribunale ad assistere alla risoluzione di un conflitto, in cui vince il contendente più ricco; per Nicolao è troppo: da questo momento decide di rinunciare alla carica di giudice e di astenersi da tutte le faccende terrene riguardanti l’onore e il potere. In verità si sente chiamato sempre di più alla solitudine. Raggiunge quindi il parroco Amgrund per avere lumi sulla sua situazione e alla fine decide che il suo destino sia quello di separarsi dalla famiglia. Anche questo passaggio, forse di difficile comprensione per un pubblico giovanile, è spiegato molto bene dall’autrice del fumetto: a seguito di riflessioni e preghiere, Nicolao capisce che ha una strada speciale da seguire. Così, il 16 ottobre 1467 Nicolao parte per diventare pellegrino. Ad un certo punto decide però di aver bisogno di stabilità e costruisce quindi una capanna a Ranft. Intanto le autorità si insospettiscono e fanno sorvegliare la zona, ma questo non impedisce che la capanna diventi una cappella per volere del vescovo, consacrata il 27 aprile 1469. Il vescovo vuole però mettere anche alla prova Nicolao e gli porge del cibo perché lo mangi sotto i suoi occhi: con grande fatica Nicolao, che era dedito al digiuno, obbedisce. L’autrice del fumetto si immagina una testimonianza di padre Oswald, che, conoscendo bene il santo, racconta: “ogni volta che fra Nicolao partecipa alla messa  vede come il sacerdote assapora il santo sacramento, ritrova la forza che gli permette di vivere senza mangiare né bere. Senza questo ausilio non ce la potrebbe fare”. Nel frattempo si unisce a Nicolao il primo compagno, Ulrich von Memmingen e, in un crescendo, aumenta anche il potere di Nicolao di influire sulla realtà con le sue preghiere: fa cessare l’incendio di Sarnen, guarisce il landamano Brändli, ha dei sogni miracolosi. Ma l’intervento più memorabile rimane il discorso preparato per la famosa convenzione di Stans, da cui scaturirà la pace per la Svizzera: grazie alle parole di Nicolao, la situazione di conflittualità si placa e il 21 dicembre 1481 Soletta e Friborgo vengono accettati quali nuovi Cantoni. A questo fatto l’autrice del fumetto dedica molto spazio con larghe e variopinte vignette perché giustamente si tratta di una vicenda molto importante per l’equilibrio politico della nascente Confederazione; senza l’intervento provvidenziale di Nicolao, ispirato da Dio, forse non si potrebbe parlare di Svizzera. In cambio del suo gesto, Nicolao riceve un saio nuovo donato dal Governo di Lucerna. Ma la nascita al Cielo di Nicolao è ormai vicina: è il 21 marzo 1487. Tuttavia, ricorda la fumettista in un riquadro, il flusso del pellegrinaggio verso la casa di Fra Nicolao continuò ininterrotto anche dopo la morte. Il beato eremita fu dichiarato santo da Papa Pio XII nel 1947 e da allora è venerato in tutto il mondo. Ancora oggi arrivano a Ranft persone da ogni parte della terra per trovare conforto e guarigione. Ora anche i bambini, grazie a questa pubblicazione, lo sanno.

Laura Quadri

Nata nel 1990, studia dapprima Scienze religiose e Lettere presso l'Università di Zurigo, quindi diritto canonico presso la Facoltà di Teologia di Lugano e poi Lingua, Letteratura e Civiltà italiana all'Istituto di Studi italiani dell'USI. I suoi interessi di ricerca concernono la letteratura mistica del Seicento, di cui si occupa attualmente, accanto alla collaborazione stabile con la redazione del nostro portale e con il Giornale del Popolo.

Nel suo tempo libero è volontaria presso la Fondazione Vita Serena, che si occupa di organizzare vacanze per persone disabili.

Ama scrivere, nella speranza di riuscire in questo modo a regalare un sorriso alla gente.

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