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Racconta


Ogni tanto mi torna nel cuore questa espressione che ho pronunciato varie volte rivolto a un amico, o che qualche amico ha rivolto a me: “Dai racconta!” Quando un amico ritorna dalle vacanze, da un’esperienza forte, da un esame, dalla prima serata col moroso/a…, chi di noi non gli ha detto una frase simile: “E allora, come è andata? Racconta, non tenermi sulle spine”. All’inizio c’è sempre bisogno che qualcuno ci dia o dia all’altro un suggerimento, uno stimolo perché il racconto possa iniziare. Spesso si rimane titubanti, si fa fatica ad aprirsi, a esprimersi. Altre volte però, iniziamo di getto. Appena vedi l’amico, senza che lui ti chieda di aprire il cuore, tu racconti quello che ti è capitato, cosa ha fatto di bello, di straordinario, cosa hai provato. E così ogni tanto escono espressioni come questa: “quella ragazza è proprio fantastica, starei sempre con lei, siamo fatti l’uno per l’altra. Stando insieme a lei il tempo vola e poi… abbiamo gli stessi ideali, gli stessi progetti ma che bello”. Oppure: “Sai questa volta il prof mi ha incastrato, mi ha fatto quella domanda rognosa e l’esame è andato un po’ così, ma me la sono cavata.” E magari un’altra volta: “Caspita non credevo, ho riposto proprio a tutto ho preso il massimo”. Ma anche: “Non ci crederai, ma abbiamo vinto la partita con la capolista, la nostra squadra ha dato il massimo”. Oppure: “Questa volta, purtroppo, non ce l’abbiamo fatta”. Sono solo alcuni esempi di qualche frase con le quali raccontiamo ciò che ci capita. C’è qualcuno che lo fa ancora? Che racconta la propria vita? C’è qualche amico che chiede ancora come è andata? Penso sia una delle dimensioni umane più belle quella di potersi raccontare, di narrare delle storie di altri lette sui libri, viste sui film, ma anche di narrare noi stessi, la nostra vita i nostri incontri, le nostre esperienze. È quello che è successo agli apostoli i quali non hanno potuto fare a meno di raccontare ciò che era capitato loro: l’incontro con Cristo. È un incontro che ti cambia la vita. Scopri di essere amato da sempre e per sempre e di essere chiamato alla felicità. L’abbiamo fatto questo incontro? Ricordate l’entusiasmo di Andrea fratello di Simon Pietro che, dopo aver seguito Gesù insieme all’apostolo Giovanni, incontra suo fratello e subito gli racconta ciò che gli è capitato: “Abbiamo incontrato il Messia” e lo porta da lui.

Meravigliosa esperienza di fede che ancora oggi si rinnova nel cuore degli uomini e delle donne che hanno il coraggio di raccontare la gioia dell’incontro con Cristo. Buon racconto, buon ascolto e buon incontro col Signore.

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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