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Quaresima di fioretti


di Chiara Gerosa

Quaresima di fioretti, quaresima di piccoli sacrifici, di facce un po’ tristi, di altari senza fiori, di canti lamentosi… Se la quaresima è tutto ciò… no, grazie. Basta, facciamola finita. I tempi attuali ai cristiani chiedono ben altro che un po’ di teatro. La quaresima, come ogni tempo liturgico proposto dalla tradizione della Chiesa, non può essere vissuta esteriormente. Essa è occasione da non perdere (perché il tempo non torna indietro!) per vivere con più intensità il rapporto con Dio, per inserirci, sì, proprio noi, ciascuno di noi, nella storia della Salvezza. Mai, come quest’anno, mi è sembrato inutile provare a costruirmi da sola la “mia quaresima”, decidendo a cosa rinunciare (magari per poter meglio gustare le abbuffate pasquali, eppure sono una gran golosa!). Quest’anno ho semplicemente deciso di lasciarmi colpire dalla realtà, dalle storie delle persone che incontro. E in poche settimane ho visto accendersi in me un fuoco ardente, alimentato dalle troppe sofferenze che mi circondano: persone sole, anziani abbandonati, ammalati che non sanno in cosa sperare, giovani persi, sui marciapiedi del sabato sera, che non riescono a percepire la gioia della fede. Difficile esprimere a parole questo ardore. Esso ha risvegliato il desiderio di missione, anche di essenzialità, ma soprattutto, quello di incontrare davvero Cristo nella mia giornata. Sennò il tempo che passa si fa insopportabile. Per aiutarmi a tenere sveglia la mia coscienza ho scelto dei compagni di viaggio, i Padri del Deserto, con i loro detti e fatti ogni giorno. E poi la preghiera, il farsi compagnia vera alle altre persone, evitando di vivere anche i rapporti quotidiani con superficialità. Oggi dobbiamo andare alla Radice di ogni cosa, senza dare nulla per scontato, cercando di capire quello che Lui desidera dalle nostre giornate. Nella certezza che questo cammino continuerà anche quando le campane nel mondo intero annunceranno la sua Vittoria sul vuoto e le tenebre di ogni epoca.

Chiara Gerosa

Nata nel 1982 a Balerna, sposata con Davide Adamoli dal 2011. Responsabile per la Svizzera Italiana di Missio (Pontificie Opere Missionarie) e giornalista.  Ha lavorato come addetto stampa della Diocesi, giornalista per il Giornale del Popolo e i programmi radiotelevisivi cattolici alla RSI.
Fa parte della Conferenza Missionaria della Svizzera italiana e opera nella san Vincenzo della sua parrocchia.

"Sono curiosa e mi lascio stimolare (e a volte mettere in crisi ... positiva!) da tutti gli incontri che faccio e da ciò che vedo e sento.

Ho la passione per la letteratura di viaggio, per la cucina, la fotografia e per il tè."

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