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Qualche riflessione sul manuale di educazione sessuale


di Davide De Lorenzi

Fa discutere in Ticino il  “manuale di educazione all’affettività e alla sessualità” di ormai prossima pubblicazione: la Chiesa cattolica luganese attraverso il suo rappresentante si è distanziata da alcuni capitoli del testo in cui si affrontano temi delicati senza tener conto delle pluralità di opinioni, delle sensibilità delle famiglie e delle diverse  visioni educative e morali. Siamo di fronte a una deriva laicista dello stato? Il quale pensando di fare una cosa buona  (“formare i giovani sul tema ed evitare che trovino in internet in modo spesso aberrante quello che cercano”, più o meno le parole di Manuele Bertoli) in realtà propone degli approcci parziali e riduttivi al tema e – come sottolineato dalla Chiesa cattolica – senza ospitare visioni diverse da quelle proposte.

Come spesso capita in questi casi la Chiesa – che in Ticino conta 256’000 battezzati (quantité négligeable?) –  viene additata come un’istituzione retrograda (la Chiesa dei divieti). Occorre invece ricordare che al contrario la Chiesa non può essere imbavagliata e fa sentire la sua voce perché vuole di più, non si accontenta di riduzioni e semplificazioni, propone una visione positiva e ampia della sessualità, ed è appunto per questo che non ci sta quando viene meno o limitato questo valore di bellezza e dignità. Nella Chiesa non mancano progetti, attività, percorsi che cercano di mostrare questa visione positiva dell’affettività umana ma purtroppo sono iniziative spesso limitate nel numero e poco note. Dopo tanti anni (decenni) in cui la Chiesa non ha sempre saputo comunicare in modo adeguato e completo questa bellezza, a volte martellando essenzialmente sui vari “no” e divieti, deve ora – sulla scia degli interventi di papa Francesco e dell’imminente sinodo dei vescovi sulla famiglia – ritrovare un nuovo modo di comunicare e rendere comprensibile il messaggio sull’affettività, ad esempio attraverso i corsi con i cresimandi.

 

È in gioco un’educazione vera. Mentre qui non è che in realtà si gioca al ribasso pensando, che basti dare in mano agli adolescenti un abcsull’amore e le tecniche per evitare gravidanze, tanto per metterci il cuore in pace?

Davide De Lorenzi

Classe 1975, originario di Claro (TI) sono sposato e padre di due bimbi. Dopo gli studi universitari a Friborgo sono rientrato in Ticino, dove insegno storia geografia in una scuola media dal 2000.

Oltre a famiglia e lavoro sono appassionato di escursioni in montagna e con la mountain bike. Mi piace viaggiare, anche solo con la mente, e pensare. Spero di farlo anche scrivendo.

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