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Pensa


A coloro che si fanno vanto di dire ciò che pensano, suggerisco: “l’importante non è dire ciò che pensi, ma pensare ciò che dici”. Non dobbiamo dare subito voce a ogni nostro pensiero. A volte ci balenano in mente pensieri che non sono propriamente frutto di un ragionamento approfondito, ma semplicemente delle sensazioni, delle idee del momento e che, forse, non sono proprio giuste. Soprattutto, se il nostro pensiero ci porta a esprimere un giudizio su qualcuno, evitiamolo. Quante volte abbiamo riflettuto a posteriori e ci siamo detti: “ma non avrei fatto meglio a stare zitto?” Ci siamo resi conto che il nostro parlare può aver ferito qualcuno o semplicemente che abbiamo fatto una gaffe, una figuraccia, abbiamo detto una sciocchezza “mostruosa”. Dunque, prima di parlare, pensa a lungo. C’è quel proverbio che dice: “Prima di parlare pensa tre volte e poi ti accorgerai che è meglio tacere”. Oppure prima di parlare domandati se la tua parola è vera, se è buona e se è necessaria. Insomma pensa. Fai uso di quella potenza straordinaria che hanno solo gli esseri umani: la ragione. Dunque ragiona, rifletti, poniti delle domande, esercitati nell’arte del pensare. I sociologi di oggi dicono che siamo nel tempo del pensiero debole, perché tutto è diventato relativo e qualsiasi opinione viene espressa e ritenuta valida, senza un confronto con un pensiero universalmente riconosciuto, un Assoluto. Sta di fatto che non siamo più capaci di produrre pensieri ricchi di significato. L’arte di pensare richiede la necessità di ascoltare, osservare, leggere, studiare e scrivere. Perché il tuo pensiero sia chiaro, scrivilo per trovare le parole giuste, che esprimano davvero ciò che vorresti dire. A volte nascono degli equivoci o addirittura delle grosse incomprensioni perché usiamo parole di cui non conosciamo bene il significato. Gustiamo la bellezza di indagare con la nostra mente. Scopriamo i pensatori del passato o quelli del presente, che non esprimano idee stravaganti, ma vere e giuste.
Facciamo un’alleanza del pensiero perché sia creativo, elaborato, produca idee chiare e distinte che realizzino fatti d’amore, opere di bellezza. Proviamo a domandarci : “Chissà cosa pensava Gesù?”
Leggendo cosa scrive il profeta Isaia: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri,le vostre vie non sono le mie vie”, ci rendiamo conto di quanto siano lontani da noi i pensieri di Gesù. Dovremmo, perciò,pregare lo Spirito santo perché ci ricolmi dei suoi doni: l’intelletto, il consiglio, la scienza e la sapienza, perché i nostri pensieri siano più profondi e più vicini a quelli del Signore.
L’apostolo Paolo ci invita ad avere gli stessi sentimenti e gli stessi pensieri di Cristo Gesù. Cioè i suoi desideri, il suo modo di vedere le cose, di agire, di parlare e di guardare.
Ma come conoscere il “pensiero” di Cristo? Leggendo il Vangelo, ascoltando qualcuno che ci aiuti a comprenderlo e ponendoci la domanda: ”cosa vuol dire questo per me? Che pensieri mi suscita? Dunque dico a te: “Pensa”. Già qualcun altro diceva: “Penso, dunque sono!” Non ti sembra un pensiero meraviglioso?

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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