San Giuseppe dormiente
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San Giuseppe dormiente

Papa Francesco e San Giuseppe


Il nome Giuseppe deriva dall’ebraico Josef e significa “Dio accresca”.

Giuseppe dell’Antico Testamento era soprannominato dai suoi fratelli “il sognatore” (Gn 37,19). Egli non solo faceva sogni profetici ma aveva anche il dono di interpretarli. A San Giuseppe, lo sposo di Maria, Dio pure parlava attraverso i sogni: quando l’angelo gli disse di non temere di prendere con sé Maria e quando fu avvisato di fuggire in Egitto con tutta la sua famiglia perché Erode insidiava la vita del Bambino (cfr. Mt 1, 20-21 e Mt 2, 13).  Sarà un altro Giuseppe, di Arimatea a offrire il suo sepolcro nuovo al Redentore. (Gv 19, 38-42)

Papa Francesco è particolarmente devoto al padre putativo di Gesù e tiene una sua statuetta, mentre dorme, sul suo comodino. In un twitt del primo maggio del 2013 così scriveva: “Cari giovani, imparate da San Giuseppe, che ha avuto momenti difficili, ma non ha mai perso la fiducia e ha saputo superarli”.

In un’omelia per la festa di San Giuseppe così esordiva Papa Francesco: “San Giuseppe obbedisce all’angelo che gli appare in sogno e prende con sé Maria, incinta per opera dello Spirito Santo, come narra il Vangelo di Matteo. Un uomo silenzioso, obbediente. Giuseppe è un uomo che porta sulle sue spalle promesse di “discendenza, di eredità, di paternità, di filiazione, di stabilità” (…)

“San Giuseppe è un uomo che “può dirci tante cose, ma non parla”, “l’uomo nascosto”, l’uomo del silenzio, “che ha la più grande autorità in quel momento senza farla vedere”. E il Papa sottolinea che le cose che Dio confida al cuore di Giuseppe sono “cose deboli” e poi anche la nascita del bambino, la fuga in Egitto, situazioni di debolezza. Giuseppe prende nel cuore e porta avanti “tutte queste debolezze” come si portano avanti le debolezze: “Con tanta tenerezza”, “con la tenerezza con cui si prende in braccio un bambino”.

Io oggi vorrei chiedere, ci dia a tutti noi la capacità di sognare perché quando sogniamo le cose grandi, le cose belle, ci avviciniamo al sogno di Dio, le cose che Dio sogna su di noi.

Giovanni Paolo II affermava che la preghiera è la forza del debole. San Giuseppe ha saputo svolgere bene il suo compito di custode del Figlio di Dio perché è stato un uomo di profonda vita interiore.

 

 

 

 

 

Suor Sandra Künzli

È una monaca contemplativa nel Monastero agostiniano di S. Caterina in Locarno.

E’ entrata in monastero nel 1987, a vent’anni. Insieme alla sua piccola comunità cerca di vivere l’ideale espresso nella Regola di S. Agostino, di avere “un cuor solo e un’anima sola protesi verso Dio”.

 

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