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Ospita


Tempo di estate, tempo di vacanze, di riposo, di viaggi. Con la bella stagione ciascuno di noi pensa a come poter impiegare i giorni delle ferie. C’è chi studia un itinerario un po’ esotico, chi si rifugia al mare e si riposa sotto l’ombrellone, chi in montagna si dedica al trekking, o al rampichino. C’è chi, infine, sceglie le città d’arte e opta per un soggiorno culturale. Insomma tante esperienze interessanti. Per l’alloggio, i giovani spesso scelgono un bed and breakfast, un ostello, o il campeggio. Di recente, alcuni preferiscono nuova una soluzione che si sta diffondendo velocemente: farsi ospitare. Iscrivendosi al sito www.couchsurfing.com si può mettere a disposizione il divano di casa propria, o una stanza, per ospitare turisti, oppure si può chiedere ospitalità agli iscritti che abitano nei pressi dei luoghi dove vuoi andare in vacanza. È un modo molto simpatico per conoscere gente e per viaggiare senza spendere troppo. Sembra proprio dalle varie referenze che il sito sia affidabile. Quello che a me interessa oltre ad offrirti questa nuova possibilità molto intrigante è invitarti a ospitare. L’ospitalità in realtà è sempre esistita ed è bello che sia riscoperta. In certi paesi del mondo, come anche secondo la mentalità biblica, l’ospite è sacro. Io personalmente ho vissuto esperienze di ospitalità davvero incredibile in vari paesi. Sono soprattutto i poveri che amano ospitare e ti offrono tutto quello che hanno. Insieme ad alcuni amici sono stato ospitato in Brasile da persone così accoglienti che ci hanno messo a disposizione persino il loro letto e hanno dormito per terra. Ognuno di noi sicuramente ha delle belle esperienze da raccontare.  Credo, però, che anche noi dobbiamo imparare a essere ospitali. Dunque quest’estate ospita qualcuno. Magari un parente, un amico che vive lontano o qualcuno che vuole visitare il Ticino. L’ospite dicevamo è sacro. Accoglilo con amicizia, simpatia e attenzione. Fallo sentire a casa propria. Se gli fa piacere, fagli compagnia, preparagli qualcosa da mangiare e se non devi andare a lavorare fa’ tardi con lui. C’è una bellissima espressione spagnola che sintetizza mirabilmente lo stile di un’ospitalità semplice, ma accogliente: “Mi casa es tu casa”.

Fai in modo che altri possano sentirti a casa nella tua casa, dove trovano sempre la porta aperta, un sorriso sincero, qualcosa da gustare insieme. Ma soprattutto accogli nella tua casa Cristo Signore che si fa ospite e pellegrino in mezzo a noi. Egli ci dice “Ecco io sto alla porta e busso.  Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap. 3, 20).

 

 

 

 

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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