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Nudi come alberi


Siamo in autunno, le foglie si tingono di giallo, di rosso e un po’ alla volta gli alberi si spogliano. Tutta la natura si sta preparando al grande riposo invernale per rinascere a vita nuova in primavera. Lo scorso 4 ottobre era la festa di san Francesco, il poverello di Assisi, che ha fatto di tutta la sua vita un progressivo spogliamento per essere lo sposo di madonna povertà. Quando suo padre, stufo perché Francesco regalava i suoi tessuti ai poveri, lo portò nella piazza di Assisi per farlo giudicare dal Vescovo, Francesco si è spogliato completamente nudo, per far capire che non aveva bisogno di niente e che rinunciava a tutto. Anche al momento della sua morte, volle essere nudo, come era venuto al mondo.

L’invito che oggi ti faccio è dunque quello di spogliarti, di togliere tutto quello che ti appesantisce, di liberarti soprattutto della maschera che a volte di metti. Non si tratta quindi come hai ben capito di toglierti i vestiti, non voglio né che tu prenda freddo, né che tu dia scandalo; ma che tu possa ritrovare il tuo io nascosto. L’io vero, quello che appunto a volte celiamo perché siamo costretti a esercitare dei ruoli, ad assumere degli atteggiamenti dettati dalla società o dagli altri. Via tutte queste cose e riveliamo a noi stessi e al mondo chi siamo. Cerchiamo il nostro io profondo, troviamo quella ricchezza che solo noi possiamo donare, perché solo ciascuno di noi può essere se stesso.

Lo spogliamento non è un esercizio facile, non è uno sfogo dell’istinto, non è la ricerca dell’eccentrico, ma un atteggiamento di autentica umiltà che ci aiuta a trovare ciò che nella vita è veramente essenziale.

E come sempre Gesù, il nostro modello d’uomo, ci è di esempio. “Egli che era Dio non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza col Padre, ma spogliò se stesso, facendosi servo. Uomo come noi, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo esaltato” (Cf. Fil 2, 6-11). In questo autunno liberati del superfluo, di tutto quanto nella tua vita ti appesantisce e ti costringe a essere ciò che non sei. Rifiuta gli atteggiamenti vuoti che ti svuotano. Spogliati di ciò che non è essenziale e rivestiti di Cristo.

Se vuoi essere grande, vivi in umiltà, se vuoi essere ricco, vivi in povertà, se vuoi amore, amore dà, comincia qui la felicità.

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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