Cristina Vonzun

«La Parola di Dio non è andata in lockdown»

La Bibbia non passa di moda tant’è che ancora oggi è tra i libri più venduti al mondo, se non il più letto. In molte case c’è una Bibbia. Magari poco usata o retaggio delle generazioni passate, ma c’è. Nell’anno appena trascorso segnato da lockdown e restrizioni per assembramenti e manifestazioni pubbliche, liturgie comprese, il web ci segnala che questo antico libro è tornato di moda. Domani la Chiesa celebra la giornata mondiale della Parola di Dio. Un’iniziativa voluta da papa Francesco un anno fa per ribadire la centralità della Bibbia nella vita cristiana. «La Parola di Dio non è andata in lockdown» ha sottolineato, di recente, un vescovo italiano. La conferma, infatti, arriva dalla rete che si è riempita di incontri online su diverse piattaforme, celebrazioni e corsi su youtube nati attorno alla Parola. Luoghi della realtà virtuale che hanno permesso a milioni di cristiani nel mondo di vivere la loro fede in modo forse nuovo. L’attenzione alla Parola è stata anche il fulcro catalizzatore delle messe celebrate da papa Francesco a Santa Marta, nei giorni del lockdown. Celebrazioni che inevitabilmente hanno mosso l’attenzione di tanti sulla prima parte della liturgia: il Vangelo, le altre letture dell’Antico e del Nuovo Testamento e il commento del Papa. Credenti e tanti non credenti sono stati attirati da quella Parola commentata da Francesco, che probabilmente ha dato loro una sensazione di cura. Piace allora riprendere proprio l’icona biblica che apre la lettera del Papa scritta un anno fa per indire l’anno della Parola di Dio Aperuit illis. «Allora aprì loro (aperuit illis) la mente all’intelligenza delle Scritture» (Lc 24,45). L’icona è quella dell’incontro tra i due discepoli di Emmaus e Gesù risorto che li affianca sulla strada, mentre tristi e sconsolati, rientrano a casa. Nel cuore hanno la «disfatta» a cui hanno assistito: la morte del maestro, la fragilità della comunità cristiana, la paura e l’incertezza nate da questa situazione. Gesù cammina accanto a loro, senza svelarsi subito, spiegando ai due le Scritture, lasciando che sia la Parola di Dio mediata dalla sua presenza ad entrare nel loro cuore e a curarli. Una cura che passo dopo passo ha il suo effetto, fino a quel riconoscimento del maestro che avviene allo spezzare del pane, un po’ il culmine del percorso. Da lì una pace ritrovata, una consapevolezza riacquisita, uno slancio ricuperato. La Parola di Dio sana e cura le ferite dei cuori. È infatti messaggio ricco di significati capa ci di parlare a credenti, non credenti e persone in ricerca. La diocesi di Lugano con il suo centro liturgico è a sua volta presente in questi mesi con la proposta di diverse iniziative attorno alla Parola che continuano anche questa domenica. Tra queste ricordiamo la celebrazione di domani con il vescovo (vedi box sopra); per le famiglie è proposto un sussidio per la preghiera a casa, con l’invito a creare «un angolo bello» per la Parola di Dio, come suggerito da mons. Lazzeri nella sua ultima lettera pastorale, mentre per i bambini del catechismo è predisposto un sussidio, preparato insieme a ERES, che invita ad alcune attività con la Sacra Scrittura. Il tutto si trova su liturgiapastorale.ch. Senza dimenticare sul territorio ticinese tante altre iniziative che nel periodo che stiamo vivendo si sono rinnovate nel web grazie all’Associazione biblica della Svizzera italiana, a parrocchie, movimenti e alla Facoltà di Teologia.

Cristina Vonzun