L'arrivo a Ginevra
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L'arrivo a Ginevra

La Svizzera secondo Francesco


C’è una pagina nella visita del papa a Ginevra che vale la pena rileggere: quella che riguarda la Svizzera. Alain Berset, presidente della Confederazione, ha avuto l’onore di accogliere papa Francesco al suo arrivo a Ginevra. In un colloquio privato avvenuto in un clima cordiale e cosparso da molto humor (come raccontato in seguito da un commosso Berset), i due hanno comunque toccato temi profondi cari a entrambi: la promozione della pace, lo sviluppo sostenibile, i diritti umani, i migranti.

Il consigliere federale al termine dell’incontro ha chiesto al papa come lui vedesse il ruolo della Svizzera. “Ha riflettuto”, riferisce Berset, prima di rispondere “fate quello voi che sapete fare: disinnescare i conflitti, promuovere la pace”.

Colpisce innanzitutto la domanda di Berset, posta in modo umile e intelligente: lo vedreste Trump o Putin chiedere al papa cosa dovrebbe fare il proprio paese? Ma spiazza enormemente la risposta di Francesco, perché dimostra ancora una volta la capacità di questo papa di andare al cuore delle cose, valorizzando l’altro senza proporre giudizi o strutture ideologiche. Lontano dai microfoni avrebbe potuto rimproverare alla Svizzera un sacco di cose, fare la morale su temi etici, tirare le orecchie sulle banche, la presenza di multinazionali che sfruttano il pianeta…  Invece Francesco pone di fronte alla Svizzera la sua responsabilità internazionale ma senza giudizio, anzi riconosce “quello che voi sapete fare” valorizzando la storia e la tradizione, su un piano politico, diplomatico, umanitario. La Svizzera anche agli occhi del papa deve fare la sua parte per risolvere conflitti, mediare e costruire la pace, perché è una missione, una vocazione del nostro paese e Francesco ci conferma e ci incoraggia su questa strada.

Questo incontro con Berset – prima di tutto umano – ha marcato anche il papa, che sull’aereo di ritorno, nella tradizionale conferenza stampa, ha detto: “è stata una giornata con incontri positivi e belli a cominciare dal dialogo col presidente svizzero, che non è stato di cortesia, ma profondo su argomenti mondiali profondi, e con una intelligenza che mi ha stupito”. Di questi tempi – anche guardandoci in giro e non troppo lontano – dobbiamo andare fieri di avere un presidente della Confederazione tanto profondo e intelligente da stupire un papa.

Davide De Lorenzi

Classe 1975, originario di Claro (TI) sono sposato e padre di due bimbi. Dopo gli studi universitari a Friborgo sono rientrato in Ticino, dove insegno storia geografia in una scuola media dal 2000.

Oltre a famiglia e lavoro sono appassionato di escursioni in montagna e con la mountain bike. Mi piace viaggiare, anche solo con la mente, e pensare. Spero di farlo anche scrivendo.

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