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La legge del taglione o la sapienza del cuore?


Di Manuela Masone
In questi giorni, con ancora le scene degli attentati a Parigi sotto i nostri occhi, mi sembra impossibile non parlarne. Sul web e in tv impazzano i commenti e, di fronte a tante dimostrazioni di vicinanza al paese e ai cari delle vittime, troviamo anche voci che fanno di tutt’un erba un fascio e, in collera per i fatti accaduti, reclamano a loro volta violenza.
Certo è che davanti a degli atti disumani, il nostro senso della giustizia non può restare indifferente. Gli stati devono perciò mettere in atto tutto ciò che è necessario per proteggere le nazioni ed evitare lo spargimento di altro sangue. Ciò deve però essere fatto con lucidità e con grande senso di responsabilità per evitare che alla violenza si aggiunga altra violenza.
Quando Dio chiede al re Salomone di indicargli quello che desidera, egli non chiede più terre o più potere ma domanda il dono della sapienza per governare il popolo: “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male” (1 Re 3,9)
Credo che non ci sia momento migliore per pregare per coloro che governano le nazioni.
La legge del taglione, contemplata nella sharia, prevede che ad un danno arrecato, si risponda sullo stesso tono con un altro atto simile. Sembra che i terroristi islamici ragionino in questo modo e che ad un attacco al loro potere rispondano con altrettanta violenza e se possibile di più.
La storia ha dimostrato che ogni qualvolta dei fatti atroci hanno toccato l’umanità, ci sono state delle persone che si sono unite, non guardando più all’interesse personale, magari rischiando la vita, per permettere a tutti di uscire dall’oscurità.
Chiediamo a Dio la sapienza per non agire sotto la morsa della paura e dell’odio, diventando chiusi e intolleranti nei confronti di tanti che fuggono proprio dalla stessa violenza. Chiediamogli il coraggio e la forza che servono per porre degli atti che rendano tutti più umani perché come ha ricordato Papa Francesco: la strada della violenza e dell’odio non risolve i problemi dell’umanità.

Manuela Masone

Consacrata, attualmente è membro della Commissione di Pastorale Giovanile della Diocesi di Lugano. Lavora presso l’amministrazione pubblica nell’ambito del turismo e degli eventi. L’incontro con alcuni giovani cristiani all’età di 16 anni, le permette di scoprire Dio come Amore e quest’esperienza caratterizzerà la sua vita.

Dopo una formazione commerciale e qualche anno di esperienza lavorativa, a 20 anni lascia il Ticino per il Vallese dove inizierà un percorso in una nuova comunità nella quale maturerà la chiamata alla vita consacrata e si impegnerà nell’evangelizzazione e nell’accompagnamento vocazionale di giovani in Svizzera, Francia e Italia. In questi anni studia prima al Teresianum a Roma (teologia spirituale) e poi a Lugano, dove otterrà il bachelor in filosofia.

Il suo desiderio di vivere la consacrazione “fra la gente” la porterà riprendere la vita lavorativa e di impegno nella società e a orientarsi alla forma di vita consacrata dell’Ordo Virginum.

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