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La generazione touch


Ch dire delle nuove modalità comunicative? Dove ci porteranno?

 Una cosa è certa: siamo nel bel mezzo di un’inarrestabile rivoluzione storica. Il numero dei bambini che sanno navigare in internet supera il numero di quelli che sanno allacciarsi e scarpe.

La comunicazione digitale è ormai un dato di fatto planetario. Dovremmo fermarci un attimo e riflettere. Non ci è lecito stare alla finestra a guardare il nuovo che avanza. È un dovere interpretarlo. La comunicazione digitale farà scomparire le emozioni? Saremo ancora capaci di arrossire? Avremmo uomini sempre più anaffettivi? L’umano è in via di estinzione?

Insomma, la posta in gioco è altissima e questo tipo di comunicazione ha una doppia faccia: una luminosa ed una tenebrosa.

La faccia luminosa:

  • Connessione col mondo in tempo reale,
  • Conoscenze infinite,
  • Vita più facile,
  • Legami con un numero illimitato di persone; può stimolare il dialogo,

La comunicazione digitale ha senz’altro la sua bella faccia luminosa! Ma va subito aggiunta anche

Quella tenebrosa:

  • Indebolimento del rapporto sociale,
  • Connettono ma non mettono in relazione (siamo solitari connessi … Bauman),
  • Appiattimento della riflessione,
  • Stimoli mentali esageratamente superiori, ma forte superficialità ed arroganza (il sociologo Franco Ferrarotti così si è espresso: “un popolo di frenetici informatori idioti”,
  • Indeboliscono la volontà.

Certamente vita più facile ma meno vivace. Per cercare basta fare un click: contattare un amico in Skype, organizzare una serata con qualche messaggino in whatsapp; tutto comodo, tutto facile … la volontà può continuare a dormire.

Il fatto è grave se continua ad essere vero che solo la volontà firma i successi; si rischia anche di favorire il sorpasso del virtuale sul reale. I dati parlano della maggioranza dei bambini che sanno navigare in internet piuttosto che allacciarsi le scarpe. Senza contare la perdita della scrittura a mano libera. Sembra che la scrittura a mano libera abbia anche effetti psicologici: essa porta ad elaborare più in profondità i concetti e a ricordarli con maggior sicurezza. In una parola, la scrittura a mano libera aiuta il cervello.

Non credete che abbiamo materiale più che sufficiente per aprire il dibattito e far sentire la nostra voce sulla tanto chiacchierata comunicazione digitale??

L’era digitale è una risorsa! Occorre evidenziare la faccia luminosa e neutralizzare quella tenebrosa, anche se io un po’ preoccupato di questo mondo di solitari lo sono.

Come proporre alternative? Come distogliere dal digitale/virtuale le generazioni giovani di oggi?

L’alternativa è l’amicizia vera, il gioco proposto assieme, una vacanza con gli amici, un torneo sportivo, una colonia in montagna. Formule d’altri tempi o bisogno di semplicità, togliendosi le scarpe per sentire la terra sotto i piedi in un bel prato naturale? Forse occorre proprio far scoprire la nostalgia di una bellezza e di una semplicità dimenticata o … per i nativi digitali, mai vissuta appieno. È una sfida.

Don Rolando Leo

Sono nato il 14 giugno del 1969. Dopo gli studi liceali, fra il 1990 e il 2002, ho studiato geografia a Ginevra (mezza-licenza), poi lettere e filosofia a Friborgo (licenza) e teologia a Lugano (licenza). Ho conseguito un minimaster a Roma (UPS) in Teologia pastorale giovanile.

Sono presbitero dal 21 maggio del 2005. Dopo aver prestato servizio presso il liceo diocesano a Lucino per due anni come assistente prefetto per gli studenti interni, nel 2003 sono stato trasferito a Gordola da accolito per la pastorale giovanile parrocchiale, vicariale e per l’insegnamento nella scuola media. Frattanto, oltre che collaboratore e vicario, ero docente al liceo di Bellinzona.

Nel 2006 sono stato trasferito a Bellinzona, con il compito di collaboratore parrocchiale per la parrocchia delle Collegiata e docente in città in diversi ordini di scuola.

Ora invece sono docente e assistente spirituale presso il Collegio Papio di Ascona dove sono residente e docente presso il liceo cantonale di Savosa.

I miei incarichi diocesani sono come  assistente diocesano di pastorale giovanile, attivo in diverse commissioni scolastiche e dal 2008 direttore dell’Ufficio Insegnamento Religioso Scolastico. Sono anche presidente della CLCCT (comunità di lavoro delle chiese cristiane in Ticino) e membro del Forum Svizzero per il Dialogo interreligioso ed Interculturale.

La mia gioia è il lavoro con i giovani in vari ambiti.

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