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La forza di lottare


Ai nostri giorni sono in preoccupante aumento i casi di suicidi soprattutto fra i giovani.
Di fronte a una bocciatura, a una relazione fallita e ad altri generi di prove non si ha più la forza di reagire e
in molti casi si decide di farla finita. La società non ci dà più le vitamine per affrontare la fatica della vita.
Quando il cammino si fa buio, dobbiamo pensare che le difficoltà sono passeggere e sperare in un futuro migliore. Avanzano di più nella vita coloro che lottano con coraggio e affrontano le prove, piuttosto che coloro che si rassegnano amareggiati dalla vita.

Così scrive l’autore dell’“Imitazione di Cristo”: “Ciò che trattiene molti dal trarne vantaggio e dal fervoroso miglioramento di sé, è la paura delle difficoltà o la fatica del combattimento. Infatti avanzano molto più degli altri nelle virtù coloro che con vigore si sforzano di vincere ogni difficoltà. L’uomo compie importanti progressi e merita una maggiore grazia, nella misura in cui vince maggiormente se stesso e si mortifica nello spirito”.

Gesù ci dice che se portiamo il giogo con lui, questo diventa più dolce e soave perché lui si prende il peso maggiore e lascia a noi la parte più leggera della croce. Con Gesù al nostro fianco possiamo affrontare tutte le difficoltà con animo combattivo, sapendo che con lui vinceremo sempre.
Madre Teresa di Calcutta in una sua preghiera, scriveva: “La vita è una lotta, combattila, la vita è un’avventura, corrila”. Non abbiamo paura delle prove, ma affidiamoci a Dio e all’angelo custode, nostro migliore amico e ci faranno fare un passo in più verso la serenità.

Bruno Ferrero nel suo libro “365 piccole storie per l’anima”, racconta di un giovane che era stufo di vivere. Ogni giorno andava a sedersi su di una panchina demoralizzato e quella mattina vide due foglioline che uscivano dalla roccia. Le schiacciò con il piede e disse: “Anche tu non ce la farai!” Il giorno dopo tornò al solito posto e vide che le foglioline avevano ripreso vigore. Le tenne d’occhio e fu impaziente di vedere come le avrebbe trovate l’indomani. Con sua grande sorpresa il giorno seguente vide che era spuntato un fiorellino. Si commosse, lo accarezzò e pensò: “Se ce l’hai fatta tu, posso farcela anch’io!”

Suor Sandra Künzli

È una monaca contemplativa nel Monastero agostiniano di S. Caterina in Locarno.

E’ entrata in monastero nel 1987, a vent’anni. Insieme alla sua piccola comunità cerca di vivere l’ideale espresso nella Regola di S. Agostino, di avere “un cuor solo e un’anima sola protesi verso Dio”.

 

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Celebre dipinto di Rembrandt. La parabola del figlio prodigo.