Blog

La difficoltà a chiedere scusa. Da dove cominciare?


Di Don Rolando Leo

La pretesa culturale del tempo odierno di fare a meno degli altri e, a maggior ragione, di Dio, non porta a stupirsi se il concetto di perdono è largamente ignorato.
Spesso è anche perché forse non si è mai imparato quel vocabolario durante l’infanzia.
Ecco i passi possibili per impararlo da piccoli:
– Insegnare a chiedere scusa consiste nel condurre ad assumersi la responsabilità del nostro comportamento. Questo percorso può cominciare molto presto ed in contesti moralmente neutri. Generalmente i bambini assumono di buon grado la responsabilità delle loro azioni positive: “Ho mangiato due forchettate di spinaci. Posso avere il budino ora? Sono il più veloce a correre. Ho disegnato una bella automobile …”. Sono tutte affermazioni di assunzione di responsabilità per azioni positive. Invece poi non si è così pronti, anche proprio da bambini, ad assumersi la responsabilità per azioni meno nobili. Abbiamo già sentito un bambino ammettere: “Ho mangiato il dolce che la mamma aveva detto di lasciar stare” oppure “ho spinto un mio compagno ed è caduto facendosi male”? Lo sforzo è richiesto a genitori ed educatori che dovrebbero con pazienza correggere tutte le frasi del tipo “Si è rotto!” in frasi che cominciano per “io”: “Io l’ho rotto!”.
– Occorre sensibilizzare al fatto che le azioni influiscono sempre sugli altri. Così per il bambino. “Se aiuti la mamma a preparare la tavola, la mamma è felice. Se giochi con la palla in casa e rompi una lampada, la mamma è triste. Se dici alla sorellina che le vuoi bene, lei si sente amata; mentre se le dici che la odi, lei si sente ferita”. Le nostre azioni aiutano o feriscono gli altri. Quando iuti qualcuno ti senti bene, quando invece ferisci una persona, stai male. Gli esseri umani sono fragili … tutti portano un’etichetta che dice: “Trattare con cura, maneggiare con cautela, merce delicata”.
– Il terzo passo per insegnare a chiedere scusa consiste nell’aiutare a comprendere che nella vita ci sono sempre regole. La regola che le comprende tutte è la regola aurea del Vangelo secondo matteo, in positivo: “Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” (Mt 7, 12). Vi sono però tante regole, molte delle quali sono finalizzate ad aiutarci a vivere bene.
– Il quarto passo è proprio quello di aiutare a comprendere che è necessario chiedere scusa per mantenere buoni rapporti interpersonali. Quando ferisco qualcuno, costruisco una barriera tra quella persona e me. Se non imparo a chiedere scusa, la barriera rimane ed il mio rapporto con quella persona è incrinato. L’assenza di ammissione di una responsabilità allontana le persone e fa diminuire la stima, che invece al contrario cresce nel formulare le scuse. Non è ancora questione sacramentale o religiosa, ma antropologica, umana.
In sintesi il Papa ci ha già proposto una formula per vivere da cristiani.
Qui riassumo io così con cinque gradini di una scaletta:
1. Esprimere rammarico: “Mi dispiace”;
2. Assumersi le proprie responsabilità: “Ho sbagliato”;
3. Cercare di rimediare: “Cosa posso fare per riparare?”;
4. Impegnarsi sinceramente per il futuro: “Cercherò di non farlo più”;
5. Chiedere scusa: “Puoi perdonarmi?”.

L’obiettivo è che i bambini, sin dall’inizio, acquisiscano una specie di “mentalità del perdono”. Il livello di capacità dovrebbe poi crescere con l’età d è molto simile al processo di apprendimento di una lingua, dicono gli esperti. Così la scaletta ci porta un po’ più … in alto!
Ma il metodo più efficace ultimamente è l’esempio. Quando un adulto chiede scusa, un genitore si scusa con un figlio, ebbene lì passa molto di più che scalette e teorie.
Qualcuno affermava: “Siamo più simili a bestie quando uccidiamo. Siamo più simili a uomini quando giudichiamo. Siamo più simili a Dio quando perdoniamo”.

Don Rolando Leo

Sono nato il 14 giugno del 1969. Dopo gli studi liceali, fra il 1990 e il 2002, ho studiato geografia a Ginevra (mezza-licenza), poi lettere e filosofia a Friborgo (licenza) e teologia a Lugano (licenza). Ho conseguito un minimaster a Roma (UPS) in Teologia pastorale giovanile.

Sono presbitero dal 21 maggio del 2005. Dopo aver prestato servizio presso il liceo diocesano a Lucino per due anni come assistente prefetto per gli studenti interni, nel 2003 sono stato trasferito a Gordola da accolito per la pastorale giovanile parrocchiale, vicariale e per l’insegnamento nella scuola media. Frattanto, oltre che collaboratore e vicario, ero docente al liceo di Bellinzona.

Nel 2006 sono stato trasferito a Bellinzona, con il compito di collaboratore parrocchiale per la parrocchia delle Collegiata e docente in città in diversi ordini di scuola.

Ora invece sono docente e assistente spirituale presso il Collegio Papio di Ascona dove sono residente e docente presso il liceo cantonale di Savosa.

I miei incarichi diocesani sono come  assistente diocesano di pastorale giovanile, attivo in diverse commissioni scolastiche e dal 2008 direttore dell’Ufficio Insegnamento Religioso Scolastico. Sono anche presidente della CLCCT (comunità di lavoro delle chiese cristiane in Ticino) e membro del Forum Svizzero per il Dialogo interreligioso ed Interculturale.

La mia gioia è il lavoro con i giovani in vari ambiti.

autore